L’arresto di Pier Paolo Spinazzè, il controverso writer conosciuto come Cibo, apre anche un fronte politico a Verona. Fratelli d’Italia chiede al sindaco Damiano Tommasi e all’assessore Jacopo Buffolo di chiarire pubblicamente quali siano stati negli anni i rapporti dell’Amministrazione comunale con l’artista e quali iniziative lo abbiano visto coinvolto.
A intervenire è il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia Luca Mascanzoni, dopo l’operazione della Guardia di Finanza che ha portato all’arresto di Spinazzè e di un’altra persona, indagati per l’ipotesi di coltivazione e detenzione illecita di sostanze stupefacenti.
Per FdI la vicenda giudiziaria, sulla quale dovrà pronunciarsi la magistratura, è distinta da quella politica. Ed è proprio su quest’ultimo terreno che il partito chiede risposte all’Amministrazione.
“Le recenti notizie che coinvolgono Pier Paolo Spinazzè, noto come “Cibo”, non chiamano in causa soltanto una vicenda personale e giudiziaria. Aprono inevitabilmente una questione politica che riguarda i rapporti costruiti negli anni tra lo stesso Spinazzè e una parte dell’amministrazione comunale”, afferma Mascanzoni.
Nel mirino politico di Fratelli d’Italia finisce in particolare l’assessore Jacopo Buffolo, che secondo Mascanzoni avrebbe sostenuto pubblicamente negli anni l’attività e il ruolo sociale del writer.
“Tra i principali sostenitori pubblici del personaggio vi è stato l’assessore Jacopo Buffolo, che in numerose occasioni ne ha esaltato il ruolo sociale e culturale, lo ha pubblicamente definito “amico”, ne ha promosso l’attività in iniziative ospitate o sostenute dalle istituzioni cittadine e ne ha difeso con convinzione l’operato”, sostiene il coordinatore cittadino di FdI.
Da qui la richiesta politica: “Oggi, di fronte alle notizie emerse, non è accettabile che tutto venga liquidato con il silenzio o con l’imbarazzo. Chi ha utilizzato il proprio ruolo istituzionale per accreditarne pubblicamente la figura ha il dovere politico e morale di spiegare ai cittadini se quelle valutazioni siano state fondate e se intenda ancora confermarle”.
Ma per Fratelli d’Italia le spiegazioni non devono arrivare soltanto dall’assessore.
“La questione non riguarda soltanto l’assessore Buffolo”, prosegue Mascanzoni, chiamando direttamente in causa anche Damiano Tommasi in quanto sindaco e responsabile politico dell’azione della Giunta.
FdI chiede quindi a Tommasi e Buffolo di riferire pubblicamente su alcuni punti precisi: la natura dei rapporti intrattenuti con Spinazzè, le iniziative e i progetti che lo hanno coinvolto, gli eventuali spazi e le occasioni di promozione o sostegno istituzionale concessi e la valutazione che oggi l’Amministrazione dà delle scelte compiute.
Una richiesta che arriva dopo anni nei quali Cibo è diventato una figura molto conosciuta nel dibattito pubblico veronese attraverso i suoi caratteristici murales.
Fratelli d’Italia, tuttavia, precisa di non voler sovrapporre il giudizio politico all’accertamento giudiziario.
“Naturalmente vale per tutti il principio della presunzione di innocenza e sarà la magistratura ad accertare i fatti. Tuttavia la responsabilità politica segue regole diverse da quelle giudiziarie: chi rappresenta le istituzioni deve rendere conto delle proprie scelte, delle proprie frequentazioni pubbliche e dei messaggi che ha contribuito a legittimare”, afferma Mascanzoni.
La richiesta finale è quindi di risposte pubbliche e trasparenti da parte dell’Amministrazione.
“I cittadini veronesi hanno diritto alla verità politica, alla trasparenza amministrativa e a risposte immediate da parte del Sindaco e della giunta”, conclude il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia.
Adesso l’attenzione si sposta su Palazzo Barbieri: resta da vedere se e come Tommasi e Buffolo risponderanno alle richieste avanzate da Fratelli d’Italia.

















