Secondo la Terza Commissione del Comune di Verona cresce l’uso della bicicletta. I dati emersi dal bilancio della Settimana Europea della Mobilità indicano infatti un aumento medio del 18% dei transiti ciclistici, con punte che arrivano al 30% in alcuni punti della città.
I numeri sono stati illustrati durante la seduta della Terza Commissione consiliare, convocata per fare il punto sull’edizione veronese della Settimana Europea della Mobilità.
Il presidente della Commissione Michele Bresaola ha ricordato come l’iniziativa “si rivolge a target molteplici: le istituzioni, le scuole e l’università, il mondo delle imprese e, naturalmente, la cittadinanza”.
Il dato più significativo riguarda però proprio le due ruote. Francesco Avesani, facendo riferimento ai rilevamenti annuali di Fiab, ha evidenziato un cambio di passo rispetto agli ultimi anni: «Nei conteggi annuali di Fiab dei transiti ciclistici sui ponti e sui principali punti di passaggio attorno al centro, dopo anni di sostanziale stagnazione, quest’anno si registra un aumento medio del 18%, con punte del 30% in alcune postazioni. L’utilizzo delle bici a Verona resta però attorno al 10% o meno, contro il 25-30% delle prime città italiane. La prima ragione per cui le persone non scelgono la bici è la mancanza di sicurezza: è su questo che le amministrazioni devono lavorare».
Una crescita che ha sorpreso anche Fiab Verona. Il presidente Corrado Marastoni ha commentato: «Un incremento medio intorno al 20% è davvero sorprendente e racconta di una città che vuole scegliere in modo più composito di muoversi».
Resta quindi un divario importante rispetto alle città italiane dove la bicicletta è maggiormente utilizzata, ma i dati del 2026 sembrano indicare una maggiore propensione dei veronesi a scegliere mezzi alternativi all’auto.
Il consigliere Giacomo Cona ha invece richiamato la dimensione internazionale dell’iniziativa: “Nata dalla Commissione europea nel 2002, la Settimana coinvolge oggi oltre 2.600 città in 43 Stati, 135 delle quali in Italia. Per Verona è importante far parte di una rete globale e diventare protagonista di un’attività di sensibilizzazione e di scelta amministrativa che si vede in tutto il mondo”.
Un capitolo importante riguarda anche le scuole e, in particolare, la sicurezza degli studenti negli orari di entrata e uscita. L’assessora alle politiche educative e scolastiche Elisa La Paglia ha spiegato: “riceviamo molte richieste per mettere in sicurezza gli ingressi e le uscite da scuola, il rischio è dovuto al frequente passaggio di auto e mezzi pesanti in prossimità dell’ingresso e il parcheggio non regolato. Alcune comunità scolastiche, come quelle di Borgo Venezia e Borgo Roma, sono le prime a cercare soluzioni a partire dai propri comportamenti”.
Per Marastoni, la questione centrale rimane quella della sicurezza di chi utilizza quotidianamente la bicicletta: “Chi va in bicicletta si muove per la vita quotidiana e per lavoro, e va messo nelle condizioni di farlo in sicurezza. Uno spostamento progressivo verso una mobilità più varia giova a tutti, anche a chi usa l’auto, perché significa meno traffico, meno incidenti e meno feriti”.
Numerose le iniziative organizzate durante la settimana: dal Bike Pride, che ha raccolto circa 500 partecipanti, agli incontri dedicati a mobilità, imprese e urbanistica di genere, fino a Metrobici e alle giornate con le scuole in piazza Bra. Durante la pedalata tra Veronetta e Borgo Roma è stato inoltre annunciato un servizio sperimentale serale di autobus tra i due poli universitari.
Presentata anche una nuova mappa pieghevole della rete ciclabile cittadina, disponibile nella sede Fiab e allo Iat di Palazzo Barbieri.
La consigliera Beatrice Verzé ha infine richiamato il tema della mobilità di genere: “ogni anno una sempre più ampia partecipazione anche agli eventi che riguardano la mobilità di genere. Se cominciamo a pianificare le città con le lenti di genere e quindi con una prospettiva femminile, riusciamo a rendere verona davvero per tutte e tutti”.
Il dato che resta dopo la Settimana Europea della Mobilità è dunque soprattutto uno: +18% di ciclisti nei punti monitorati. Un segnale significativo, accompagnato però da una questione ancora aperta: rendere gli spostamenti in bicicletta più sicuri e realmente competitivi rispetto all’auto.

















