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Le Città del miele

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Si è tenuta ieri, venerdì 25 settembre, la conferenza stampa di presentazione dei 25 anni dell’Associazione “Le Città del miele”, la cui sede si trova presso il Comune di Lazise. Presenti il sindaco di Lazise, Damiano Bergamini, che ha fatto gli onori di casa e il Sindaco di Chatillon (Valle d’Aosta), Jean-Claude Daudry, attuale presidente dell’Associazione.

I sindaci di Lazise, Damiano Bergamini e di Chatillon Jean-Claude Daudry insieme a Serenella S. Mortani

Il Sindaco di Lazise, presa la parola quale padrone di casa, ha voluto ringraziare Serenella S. Montani, coordinatrice operativa nazionale dell’Associazione.

È lei che ha voluto questa conferenza. Ha, infatti, sottolineato come il mondo che ruota attorno al miele sia vario e ancora in evoluzione. Un cammino che si interroga, oltretutto, sul futuro da programmare.

È la stessa coordinatrice ad illustrare come l’’Associazione continui ad espandere i propri orizzonti attraverso progetti scientifici, didattici e di respiro europeo che delineano le future tappe del comparto. È grazie, infatti, all’Università di Camerino se è nata la “Scuola Apiarius“.

Si tratta di un Accordo Quadro siglato a fine 2025 con lo stesso ateneo (uno dei più antichi d’Italia). In questo modo si punta a realizzare una formazione mirata e interdisciplinare dedicata agli apicoltori.

La neonata Scuola, infatti, intende supportare un’apicoltura innovativa capace di rispondere alle richieste di un mercato in costante evoluzione. Tra gli scopi, infatti, c’è quello di andare incontro ai cambiamenti climatici. Gli studiosi, hanno perciò iniziato ad interrogarsi circa le possibili azioni da mettere in atto per affrontare queste e altre nuove sfide.

Ha introdotto la conferenza Paola Colla, addetta stampa dell’Associazione “Le città del miele”; evidenziando come la conferenza si inserisca perfettamente all’interno della 47^ edizione della manifestazione “I giorni del miele”, evento che avrà luogo sul lungolago di Lazise dal 1° al 4 ottobre.

Le Città del miele è una realtà consolidata, una rete di territori che coinvolge 52 comuni dislocati in 18 regioni; senza dimenticare che  l’idea primordiale, che vide la luce il 5 ottobre 2001, fu realizzata grazie alla sinergia dei Comuni di Lazise e Montalcino (SI). Due amministrazioni che già operavano nei rispettivi territori. Entrambi, infatti, già organizzavano, annualmente, eventi dedicati al mondo del miele.

Eventi, questi, che, nel tempo, hanno trovato riscontro nel comparto apistico nazionale. A loro infatti si unirono altri otto sindaci dando così vita al primo embrione di questa interessante associazione. A sorpresa, durante la conferenza, è intervenuto telefonicamente dalla Toscana proprio il Sindaco di Montalcino, Silvio Franceschelli, al fine di far sentire la sua vicinanza alla manifestazione visto che il suo comune era stato, unitamente a Lazise, il primo firmatario del documento che ha dato vita a questa associazione.

Bellissime, in questo senso, le parole del Sindaco di Lazise, Damiano Bergamini: “Lazise, in questo ambito, è un comune che ha a cuore la sostenibilità ambientale. Sono convinto che l’argomento miele sia un catalizzatore in quanto importante approccio al territorio e all’ambiente.

Non a caso Lazise è la sede di questa associazione visto che da 47 anni qui si organizza l’evento “I giorni del miele”. Il nostro comune, in fatto di numeri, in questo settore non ha una grande tradizione, tuttavia, se da 47 anni si organizza questa manifestazione significa che la stessa ha assunto una grande importanza nel settore del miele a livello nazionale.

È la valorizzazione del territorio nonché dei produttori di miele, trattandosi di miele artigianale e non industriale. Basta ricordare come l’Italia sia una paese in cui la biodiversità sia un fattore importante oltre che un settore commerciale di notevole interesse.

Da sottolineare anche le parole del Presidente dell’Associazione, il Sindaco di Chatillon Jean-Claude Daudry: “Le Città del Miele rappresentano un grande valore collettivo, un lavoro unitario perseguito e mantenuto con costanza per un quarto di secolo. La visione è rimasta immutata nel tempo: la qualità e la diversità dei tanti mieli italiani trova il suo indissolubile legame sui tanti e diversi territori che li originano. Una visione di partenza semplice quanto innovativa per l’apicoltura italiana.

Il miele non è solo un prodotto delle api, ma uno straordinario testimone del territorio, un interprete ideale del patrimonio di biodiversità, di cultura, di tradizioni storiche proprie di tante località regionali”. Non bisogna, tuttavia dimenticare il grande lavoro di squadra che le varie amministrazioni locali, hanno svolto sul territorio. Un gruppo coeso che ha fatto crescere enormemente questo progetto sin da quando è stato creato.

È stata, infatti, la valorizzazione del territorio una delle tappe fondamentali per far crescere l’Associazione, favorendo ed incrementando il dialogo tra le varie amministrazioni locali che hanno aderito a questo bellissimo progetto. Si è cercato infatti di valorizzare il miele italiano quale elemento strutturale di un’economia del territorio con lo scopo di accrescere la consapevolezza del valore intrinseco del prodotto stesso”.

Un intervento, quello del primo cittadino di Chatillon, che ha voluto focalizzare circa l’importanza sia della rete capillare dell’associazione ma anche delle tante iniziative che la stessa promuove.

Il taglio della torta da parte del Sindaco di Chatillon Jean-Claude Daudry

È un’azione mirata con lo scopo di rendere consapevoli dell’importanza traversale sia del miele che degli insetti impollinatori, api o altri. È necessario comprendere quanto questa biodiversità sia importante, e perciò è fondamentale che sia preservata.

Lazise, dal canto suo, quest’anno, su input delle scuole del territorio, ha previsto, durante i giorni del miele, alcuni interventi mirati alla popolazione studentesca che gravita sul territorio. Ci saranno delle giornate a loro dedicate in cui si farà didattica attiva per far conoscere più nel profondo questo prodotto così meraviglioso qual è il miele.

L’Associazione, tra l’altro, sta ottenendo un ottimo riscontro a livello europeo. Basti pensare che in Italia, grazie al loro lavoro, il consumo pro-capite è passato dai 200 grammi del 2001 agli attuali 600 grammi, raggiungendo la media europea.

Anche la distribuzione ne ha modificato il posizionamento: da prodotto prevalentemente associato alla salute, il miele è oggi considerato a tutti gli effetti un alimento, che trova spazio soprattutto, ma non solo, tra i prodotti per la prima colazione.

È cambiata anche la percezione dei consumatori. È l’utente finale a riconoscerne tanto la naturalità quanto la salubrità, attribuendo a questo prodotto un ruolo importante per la tutela delle api e dell’apicoltura. Una conferenza interessante che ha saputo toccare tanti temi i cui numeri parlano da soli. Il miele, forse un tempo poco conosciuto o utilizzato, sta diventando un alimento che può cambiare le abitudini di noi italiani.

È un prodotto che merita rispetto soprattutto perché simbolo di una vita lenta, a contatto con la natura e che rispetta l’ambiente. Si tratta di una testimonianza per le future generazioni affinché si ritorni ad uno stile di vita meno frenetico e più vicino alla natura e alle sue meraviglie. Api e miele sanno di antico, un concetto forse dimenticato ma sempre importante. È necessario, allora, tornare a relazionarci con ciò che ci circonda; non bisogna abusare del nostro pianeta ma vivere in armonia con esso.



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