Torna “Scopri il tuo respiro”, lo studio epidemiologico sulla salute respiratoria dei veronesi promosso dall’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar con tutte le Pneumologie e Allergologie del territorio. Nei prossimi giorni partirà la sesta edizione dell’indagine, che coinvolgerà complessivamente quasi 6mila cittadini tra i 18 e i 79 anni.
In queste settimane stanno arrivando le prime lettere d’invito ai veronesi selezionati nel campione statistico. Non si tratta quindi di uno screening ad accesso libero: chi riceve la convocazione potrà recarsi gratuitamente al Centro Diagnostico Terapeutico di via San Marco 121, compilare un questionario e sottoporsi a una spirometria, esame non invasivo che misura la funzionalità respiratoria.
L’appuntamento dura circa mezz’ora. Al termine, il partecipante riceverà il referto con il commento dello pneumologo e, se necessario, le indicazioni da portare al medico di famiglia.
La ricerca sarà articolata in due fasi. La prima, tra ottobre e dicembre 2026, coinvolgerà un nuovo campione casuale di 1.526 veronesi, per aggiornare i dati sulla diffusione di asma e BPCO. La seconda partirà alla fine di febbraio 2027 e richiamerà le persone che hanno partecipato alle precedenti cinque edizioni.
“Lo studio, che è un unicum nella recente storia della pneumologia italiana, sarà diviso in due fasi”, spiega il professor Massimo Guerriero, epidemiologo e biostatistico. “Questo secondo ramo dello studio – ha proseguito Guerriero – è fondamentale per descrivere, su base scientifica, l’evoluzione dei sintomi respiratori e delle patologie respiratorie croniche nel tempo; per capire se i veronesi coinvolti nei nostri precedenti studi abbiano modificato i loro stili di vita, siano divenuti più attenti ai sintomi respiratori e abbiano migliorato l’aderenza al trattamento farmacologico respiratorio”.
I dati raccolti nel 2010-2011 avevano evidenziato un quadro da monitorare attentamente: il 9,1% dei cittadini dichiarava una diagnosi di BPCO, contro il 5,6% del dato nazionale, mentre il 26,7% riferiva sintomi respiratori quotidiani, come tosse, catarro o affanno anche lieve.
“I nostri dati mostrano segnali, seppur deboli, di un miglioramento della salute respiratoria e degli stili di vita dei veronesi. Ma per confermare questa tendenza è necessaria un’evidenza scientifica solida, che questo studio si propone di fornire”, sottolinea il dottor Carlo Pomari, dell’Unità toraco-polmonare dell’IRCCS di Negrar.
Per il direttore della Pneumologia AOUI, Claudio Micheletto, la partecipazione dei cittadini è essenziale: “La popolazione è invitata a partecipare, la sanità veronese ha bisogno di questi dati”.
Lo studio, patrocinato dal Comune di Verona, è sostenuto anche da Fondazione della Comunità Veronese e Fondazione Cattolica. L’obiettivo è fornire dati affidabili per pianificare prevenzione, diagnosi precoce e organizzazione dei servizi, considerando anche il legame tra salute respiratoria, stili di vita e qualità dell’aria.


















