La Provincia di Verona punta sulla mobilità lenta e prepara una struttura dedicata alla rete ciclabile del territorio. Entro la fine dell’anno nascerà infatti un nuovo ufficio per la ciclabilità, mentre nei prossimi mesi sarà affidato l’incarico per la redazione del Piano Strategico Provinciale della Mobilità Ciclistica.
L’annuncio è arrivato nella Sala Rossa di Palazzo Scaligero, in occasione della Settimana Europea della Mobilità, alla presenza della consigliera delegata alla Mobilità leggera Maria Orietta Gaiulli, del dirigente del settore Pianificazione urbanistica e Viabilità Carlo Poli e del presidente di Fiab Verona, Corrado Marastoni.
L’obiettivo è costruire una rete ciclabile provinciale più continua, connessa e utile sia per gli spostamenti quotidiani sia per il tempo libero e il cicloturismo. Il Piano dovrà rafforzare i collegamenti tra i Comuni, garantire l’accessibilità ai nodi di interscambio e alle stazioni ferroviarie, valorizzare le dorsali già esistenti e individuare nuove direttrici su cui concentrare gli investimenti.
Un lavoro che parte da alcuni interventi già avviati. Nell’ambito dei contributi concessi alle amministrazioni locali per la sicurezza stradale – circa 70 milioni di euro negli ultimi anni – la Provincia ha finanziato anche opere pensate per collegare piste ciclabili esistenti ma interrotte ai confini tra Comuni diversi. Risorse sono state previste inoltre per progettare percorsi sovracomunali, come quelli in Val d’Illasi e Val d’Alpone.
Il nuovo piano dovrà fare i conti con un territorio ampio e articolato: la Provincia gestisce circa 1.300 chilometri di strade, svolge il ruolo di ente di governo del trasporto pubblico locale su gomma e pianifica le infrastrutture viarie provinciali, comprese quelle dedicate agli spostamenti in bicicletta.
Palazzo Scaligero è già titolare di tratti delle due grandi dorsali cicloturistiche veronesi: la Ciclopista del Sole, lungo il Mincio, e la Ciclovia dell’Adige. Per manutenerle, nel triennio 2026-2028, è stato programmato uno stanziamento superiore a 500 mila euro.
La sfida ora è passare dai singoli tratti a una visione organica: una rete che non si fermi ai confini comunali e che renda la bicicletta una scelta concreta, sicura e competitiva per muoversi nel Veronese.

















