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Impianti sportivi, nuovo regolamento per sbloccare gli investimenti

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La Giunta Tommasi prova a mettere ordine nel percorso che consentirà alle associazioni e alle società sportive dilettantistiche di investire direttamente negli impianti comunali ed ha approvato il nuovo regolamento che dà attuazione all’articolo 5 del decreto legislativo 38 del 2021: un passaggio atteso da molte realtà cittadine, finora frenate dall’assenza di uno strumento operativo chiaro.

Il provvedimento sostituisce le linee guida varate nel 2025 e recepisce le indicazioni dell’ANAC. L’obiettivo è consentire alle associazioni e alle società dilettantistiche senza scopo di lucro, affiliate e iscritte al Registro nazionale delle attività sportive dilettantistiche, di presentare progetti per la rigenerazione, riqualificazione e modernizzazione degli impianti di proprietà comunale sotto soglia europea.

La logica è semplice: chi ha un progetto credibile e risorse per realizzarlo potrà proporre interventi capaci di rendere palestre, campi e strutture più funzionali, sicure e attrattive. In cambio, potrà ottenere una gestione pluriennale, comunque non inferiore a cinque anni, indispensabile per programmare investimenti e recuperare i costi sostenuti.

Un meccanismo che può rappresentare una svolta per lo sport di base veronese, a condizione però che il nuovo iter non si trasformi nell’ennesimo percorso amministrativo lento e farraginoso. Molte società hanno da tempo idee, progettualità e disponibilità economiche, ma hanno bisogno di tempi certi e interlocutori capaci di accompagnarle fino alla realizzazione concreta degli interventi.

Ogni proposta dovrà essere completa: relazione sulle finalità di utilizzo, progetto di fattibilità tecnica firmato da un professionista abilitato e piano economico-finanziario che dimostri la sostenibilità dell’opera e della gestione successiva. Non solo infrastrutture: i soggetti proponenti dovranno anche indicare obiettivi misurabili su inclusione sociale e giovanile, con risultati verificabili nel tempo.

L’istruttoria sarà affidata a una Conferenza di servizi interna, con dirigenti delle direzioni comunali coinvolte in edilizia pubblica, sport, attività produttive, decentramento e contabilità. Il parere dovrà arrivare entro quaranta giorni dalla presentazione; per gli impianti che fanno capo al decentramento servirà anche il passaggio preventivo in Circoscrizione.

Le proposte ritenute ammissibili approderanno poi in Giunta per la dichiarazione di pubblico interesse, passaggio necessario prima della concessione al soggetto proponente. Ora il regolamento dovrà completare il suo iter con l’approvazione del Consiglio comunale.

La partita, dunque, si sposta dai principi ai fatti: il nuovo strumento può aiutare Verona a recuperare impianti datati e ad ampliare l’offerta per giovani, famiglie e associazioni. Ma sarà la velocità con cui il Comune saprà valutare e autorizzare i progetti a stabilire se questa apertura diventerà davvero un’opportunità o resterà soltanto sulla carta.



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