Sulla presunta aggressione di Ferragosto al writer veronese Cibo è già scontro politico. Da una parte i Giovani Democratici parlano di un “atto meschino e neofascista”; dall’altra David Di Michele, esponente di Fratelli d’Italia, riporta il confronto sul tema del decoro e della responsabilità di chi dipinge sui muri. Ma un punto va tenuto fermo: la dinamica dell’aggressione, i suoi autori e il suo eventuale movente restano tutti da accertare.
I GD Verona, attraverso il segretario provinciale Enrico Righetto e il vicesegretario cittadino Mattia Mosconi, hanno espresso solidarietà all’artista e alla sua famiglia. “Non è possibile che un artista impegnato anche nel sociale, cancellando con la sua arte simboli d’odio per tutta la provincia di Verona e la città stessa, non sia nelle condizioni di sentirsi sicuro nemmeno portano la famiglia a prendere un gelato”, affermano.
Una posizione che, prima ancora delle indagini, collega l’episodio a una matrice politica precisa. È un giudizio forte, che potrà essere confermato o smentito soltanto dagli elementi raccolti dalle forze dell’ordine e dalla magistratura. Per ora, quindi, la prudenza non è un dettaglio: è il confine tra cronaca e propaganda.
Sul fronte opposto, Di Michele (FdI) contesta il ruolo pubblico di Cibo e il suo modo di intervenire nello spazio urbano. “Il punto non è essere di destra o di sinistra. Il punto è il rispetto per i cittadini, per i Comuni e per il decoro dei nostri paesi”, sostiene l’esponente di Fratelli d’Italia, invitando il writer e il consigliere comunale del Partito Democratico che lo ha difeso a contribuire a ripulire quanto realizzato sui muri.
Il nodo, dunque, non è solo il singolo episodio di Ferragosto. Attorno a Cibo, personaggio ormai molto visibile anche oltre Verona per le sue iniziative contro simboli e scritte di estrema destra, si sovrappongono arte, attivismo, politica e polemica. Un terreno sul quale ogni accusa, da qualunque parte arrivi, deve poggiare su fatti verificabili.
Il Mattino di Verona tornerà presto ad approfondire il profilo e le vicende che ruotano attorno al writer: un personaggio nazionale, certamente divisivo, rispetto al quale emergono retroscena che meritano di essere raccontati con rigore, documenti alla mano e senza sentenze anticipate.


















