I bilanci 2025 delle Aziende sanitarie venete chiudono con un disavanzo complessivo di 517,879 milioni di euro, al netto di Azienda Zero. Il risultato consolidato regionale resta formalmente in equilibrio grazie all’intervento compensativo, ma per la UIL FP Veneto il dato fotografa una pressione finanziaria ormai evidente sul sistema sanitario.
Il sindacato chiede alla Regione Veneto un piano concreto e verificabile per rafforzare controlli, trasparenza e appropriatezza della spesa. Non perché vi siano elementi per collegare il rosso di bilancio a fenomeni corruttivi, precisano dalla UIL, ma perché in una fase di risorse limitate ogni inefficienza rischia di tradursi in minori servizi e meno investimenti sul personale.
Il tema è tornato d’attualità dopo la delibera n. 318 del 29 luglio 2026, con cui l’ANAC ha approvato il Catalogo nazionale dei rischi corruttivi e delle misure di prevenzione in sanità. Nel mirino finiscono in particolare liste d’attesa e libera professione intramoenia, accreditamento delle strutture private, rapporti con imprese farmaceutiche e fornitori di dispositivi medici, oltre ai conflitti di interesse.
“Il documento ANAC individua con precisione le aree sulle quali le Aziende devono rafforzare i controlli” dichiara Antonio Tocchio, coordinatore regionale UIL FP Veneto della dirigenza medica e sanitaria. “Serve tracciabilità effettiva nella gestione delle liste d’attesa e nel rapporto con l’attività intramoenia, verifiche rigorose nelle procedure di accreditamento e regole chiare sui conflitti di interesse nei rapporti con aziende farmaceutiche e produttori di dispositivi medici. Queste indicazioni devono trovare applicazione concreta nei PIAO aziendali, con canali di whistleblowing effettivamente accessibili e responsabili della prevenzione della corruzione dotati di autonomia reale, non solo formale”.
La richiesta rivolta alla Regione e alle Ulss è articolata: inserire nei PIAO 2027 misure specifiche sulle quattro aree segnalate dall’ANAC; predisporre un report almeno semestrale sull’attuazione, da condividere con le organizzazioni sindacali; convocare entro l’autunno un tavolo regionale dedicato.
“Non chiediamo di mettere sotto accusa il sistema sanitario regionale, che ogni giorno funziona grazie alla correttezza della grande maggioranza di chi ci lavora. Chiediamo che, a fronte di bilanci in difficoltà, la risposta non si limiti a tagli e razionalizzazioni, ma includa anche il rafforzamento degli strumenti di controllo, a tutela delle risorse e di chi lavora onestamente” aggiunge Stefano Gottardi, segretario generale della UIL FP Veneto.
Il sindacato attende una risposta entro l’autunno. “Difendere la legalità nella sanità pubblica non è un esercizio di stile: è l’unico modo per garantire che le risorse, sempre più scarse, restino destinate alle cure, al personale e ai cittadini” conclude Gottardi.


















