L’indiscrezione anticipata dal Mattino di Verona ha trovato conferma. Il consiglio di amministrazione di Monte dei Paschi di Siena ha approvato il piano predisposto dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio per promuovere due distinte offerte pubbliche di scambio su Banco BPM e Banca Generali.
Non più, dunque, soltanto un’ipotesi circolata negli ambienti finanziari. Il progetto è arrivato sul tavolo del board e ha ottenuto il via libera, anche se non all’unanimità. La doppia operazione rappresenta la risposta di Mps all’Opas da 30,6 miliardi di euro promossa da Intesa Sanpaolo sul gruppo senese e punta a costruire un’alternativa industriale capace di modificare nuovamente gli equilibri del sistema bancario italiano.
La strategia di Lovaglio prevede due offerte di scambio separate: una su Banco BPM, istituto centrale nel risiko bancario nazionale, e una su Banca Generali, operatore particolarmente forte nel private banking e nella gestione del risparmio.
È esattamente lo scenario sul quale il Mattino di Verona aveva acceso i riflettori nei giorni scorsi, indicando il possibile ritorno di Mps su Banco BPM e il contemporaneo interesse per Banca Generali. Una ricostruzione che appariva molto ambiziosa, ma che il voto del consiglio di amministrazione ha ora sostanzialmente confermato.
Dividendo straordinario con una parte della quota Generali
Il piano dovrebbe comprendere anche il pagamento di un dividendo straordinario agli azionisti di Mps, utilizzando parte della partecipazione detenuta nella compagnia assicurativa Generali.
Secondo le indiscrezioni raccolte da Bloomberg, ai soci del Monte potrebbe essere destinata una quota complessivamente pari a circa il 4% del capitale di Generali. La distribuzione consentirebbe a Mps di valorizzare direttamente una parte della partecipazione e, nello stesso tempo, di rendere più conveniente per gli azionisti il progetto alternativo all’offerta di Intesa Sanpaolo.
I dettagli dell’operazione dovranno essere definiti e sottoposti ai necessari passaggi societari. Un’assemblea degli azionisti dovrebbe essere convocata in autunno.
Il sì del cda, ma con quattro astensioni
Il via libera del consiglio di amministrazione è arrivato a maggioranza. Secondo quanto riferito da fonti finanziarie, si sarebbero astenuti quattro dei cinque consiglieri di minoranza presenti: Paolo Boccardelli, Nicola Maione, Antonella Centra e Paola De Martini.
I primi tre erano stati eletti nella lista presentata dal precedente consiglio di amministrazione, mentre De Martini proveniva dalla lista di Assogestioni. Avrebbe invece sostenuto il piano di Lovaglio il banchiere Corrado Passera.
Le astensioni confermano la complessità di un progetto che, se realizzato, porterebbe Mps a tentare contemporaneamente due operazioni di dimensioni e caratteristiche molto diverse.
Banco BPM e Banca Generali corrono in Borsa
La reazione di Piazza Affari è stata immediata. Dopo la notizia dell’approvazione del piano, Banco BPM ha guadagnato circa l’1,6%, mentre Banca Generali è salita dell’1,4%.
Più debole Mps, in calo dello 0,4%, mentre Intesa Sanpaolo ha registrato un progresso dello 0,4%. In flessione Unipol, scesa del 2,9%, mentre Generali ha guadagnato lo 0,2%.
Il mercato sembra quindi considerare concreta la possibilità che si apra una nuova fase del risiko bancario, anche se resta ancora da valutare la sostenibilità finanziaria e industriale delle due offerte.
Ora si attendono le contromosse
L’attenzione si sposta adesso sulle possibili reazioni di Banco BPM, Banca Generali, Generali e soprattutto Intesa Sanpaolo. Nessuno dei protagonisti può permettersi di ignorare la mossa approvata dal board di Siena.
Negli ambienti finanziari c’è anche chi interpreta il doppio blitz come una mossa tattica, destinata soprattutto a costringere Intesa Sanpaolo ad aumentare il prezzo della propria offerta su Mps. È una lettura possibile, ma che dovrà essere verificata alla luce dei documenti ufficiali e delle condizioni economiche delle due Ops.
Una cosa, però, è già chiara: Lovaglio ha deciso di giocare all’attacco. E l’anticipazione del Mattino di Verona, che aveva indicato con precisione la doppia pista Banco BPM-Banca Generali, è stata confermata dai fatti.
Per il sistema bancario italiano si prepara un autunno decisivo.


















