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MPS prepara il doppio blitz: l’anticipazione del Mattino trova conferma

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L’anticipazione pubblicata ieri dal Mattino di Verona sul possibile nuovo riassetto del sistema bancario italiano sembra trovare una prima, significativa conferma. Secondo quanto riferisce oggi, 19 agosto, Il Sole 24 Ore, l’amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena, Luigi Lovaglio, starebbe mettendo a punto non una, ma due operazioni straordinarie: una su Banco BPM e l’altra su Banca Generali.

Più precisamente, i dossier allo studio riguarderebbero due possibili Ops, offerte pubbliche di scambio, quindi operazioni realizzate prevalentemente attraverso lo scambio di azioni e non attraverso un’Opa interamente in denaro. Il progetto sarebbe ancora riservato e il consiglio di amministrazione di Mps non risulterebbe formalmente informato, anche se una convocazione potrebbe arrivare in tempi brevi.

Lo scenario conferma però il punto centrale anticipato ieri dal Mattino di Verona: il risiko bancario italiano è tutt’altro che concluso e Banco BPM resta uno degli snodi decisivi della partita. Dopo l’operazione promossa nei mesi scorsi da Intesa Sanpaolo in accordo con Unipol, ora Lovaglio starebbe valutando una mossa capace di cambiare nuovamente gli equilibri del settore.

Il dossier più delicato sarebbe proprio quello relativo a Banco BPM, anche per la presenza nel capitale del gruppo francese Crédit Agricole, che controlla poco meno di un terzo della banca e potrebbe opporsi all’operazione. Proprio il ruolo dei francesi rappresenta uno degli elementi decisivi per comprendere se il progetto potrà trasformarsi da ipotesi finanziaria a vera offerta.

Ancora più complesso appare il possibile blitz su Banca Generali. L’operazione consentirebbe a Mps di rafforzarsi nel risparmio gestito, ma dovrebbe fare i conti con gli equilibri azionari di Generali e con la partecipazione detenuta da Mediobanca. Secondo la ricostruzione del quotidiano economico, Lovaglio potrebbe tentare di superare questi ostacoli attraverso la cessione, totale o parziale, della quota di Generali oggi controllata indirettamente da Mps tramite Mediobanca.

Sul tavolo, dunque, non ci sarebbero semplici indiscrezioni isolate, ma due progetti alternativi di aggregazione, entrambi destinati ad avere un impatto rilevante sul futuro del credito italiano.

La prudenza resta necessaria: non risultano ancora decisioni formali degli organi societari e non è stata presentata alcuna offerta al mercato. Ma l’indiscrezione rilanciata da Il Sole 24 Ore rafforza nettamente il quadro delineato ieri dal Mattino di Verona. Mps è pronta a giocare un ruolo da protagonista e Banco BPM è tornata con forza al centro delle manovre bancarie nazionali.

La prossima mossa spetta ora a Lovaglio. Se i dossier dovessero arrivare davvero sul tavolo del consiglio di amministrazione, il risiko bancario italiano potrebbe riaprirsi con un doppio colpo di scena.



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