In un recente dibattito parlamentare, alcuni esponenti delle opposizioni hanno criticato il governo per il crescente prezzo dell’energia.
Criticare i governi va benissimo, è per certi versi doveroso, ed è l’anima della democrazia. Per cui ben vengano le critiche.
La responsabilità per l’alto costo dell’energia però non può essere attribuita esclusivamente a questo governo che, piaccia o non piaccia, si trova a governare in circostanze eccezionali-con la guerra in Ucraina, le sanzioni alla Russia e le tensioni sullo stretto di Hormuz che, con tutte le differenze del caso, producono un unico effetto: una maggiore difficoltà di approvvigionarsi di combustibili fossili e un conseguente aumento dei prezzi.
Ora è chiaro che il governo non ha alcuna responsabilità per almeno due di questi tre fattori e sul terzo, temo, abbia poca libertà di movimento vista la linea dell’Unione Europea.
Il governo ha meno colpe poi del fatto che in Italia, storicamente, si sia fatto meno per produrre energie rinnovabili, energie pulite, e ridurre per contro la dipendenza dai combustibili fossili.
In Italia solo il 17,5 per cento del consumo energetico (fonte Banca Mondiale) è legato al consumo di energie rinnovabili-in Germania è il 17,6 per cento, in Bulgheria il 20, 4 per cento, in Lussemburgo il 20,5 per cento, in Canada il 23,8 per cento, in Svizzera il 27,7 per cento, in Portogallo il 32,3 per cento, in Brasile il 46,5 per cento e in Svezia il 57,9 per cento.
Il nostro consumo di energia rinnovabile è minore che in altri paesi e questo ha delle conseguenze sul costo dell’energia in frangenti come questo. Il fatto che poi in Italia ci si continui ad opporre a costruire centrali nucleari certo non aiuta a eliminare il caro energia. Il Movimento 5 Stelle (M5S) in parlamento si dice contro il caro energia, ma poi si oppone a rinnovabili e nucleare, per cui il M5S è -che se ne renda conto o no – direttamente responsabile di aver causato un problema per cui critica il governo.
Se si vuole eliminare il caro energia, criticare i governi serve a poco. Investire in rinnovabili e costruire centrali nucleari serve molto di più.
Riccardo Pelizzo
Professore e Dean, Graduate School of Public Policy, Nazarbayev University


















