A Verona si apre una settimana ricca di appuntamenti culturali firmati Università di Verona, tra una mostra dedicata al valore del libro, un ciclo di incontri sul secondo dopoguerra italiano e un grande concerto corale in omaggio a San Francesco d’Assisi.
Si parte mercoledì 8 aprile alla Biblioteca Centrale Arturo Frinzi, in via San Francesco 20, dove dalle 11 prende il via “Libri su libri”, la mostra di acquerelli dell’artista pavese Marco Giusfredi pensata per il World Book Day 2026. L’esposizione, ospitata dall’ateneo dall’8 aprile al 10 maggio, propone ritratti di autori e autrici di epoche e Paesi diversi, accompagnati da citazioni tratte dalle loro opere, con al centro il valore del libro e della lettura. L’iniziativa si inserisce nel percorso con cui l’università celebra ogni anno la Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore promossa dall’Unesco.
Sempre mercoledì 8 aprile, dalle 17, il Museo di Storia Naturale di Verona, nella sala conferenze “Sandro Ruffo”, ospita un nuovo appuntamento di “Ricostruzioni”, il ciclo di lezioni che l’ateneo ha dedicato al secondo dopoguerra italiano. Il progetto, in calendario dal 2 al 29 aprile, punta a raccontare la fase della ricostruzione postbellica con uno sguardo multidisciplinare, coinvolgendo studenti e pubblico in una riflessione su alcuni passaggi decisivi della storia italiana. Tra i partner figurano anche il Comune di Verona e la Fondazione Giorgio Zanotto.
Il terzo appuntamento da segnare in agenda è quello di venerdì 10 aprile. Alle 21, nella chiesa di San Fermo Superiore, va in scena “Requiem per San Francesco”, concerto inserito nel cartellone “Francesco d’Assisi 800 anni dopo”. In programma il Requiem di Maurice Duruflé, eseguito dai solisti Marco Galifi e Anna Ussardi, dall’Ensamble Dimostrazioni Armoniche, dal Coro dell’Università di Losanna diretto da Fruzsina Szuromi e dal Coro dell’Università di Verona diretto dal Maestro Marcello Rossi Corradini, che guiderà anche il concerto. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.
È una settimana che mostra bene il volto più vivo dell’ateneo veronese: non solo didattica e ricerca, ma anche apertura alla città, dialogo con il territorio e proposte capaci di unire arte, memoria e spiritualità in luoghi simbolici di Verona.













