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PMI digitali e sostenibili: Università di Verona tra i protagonisti del progetto PID Veneto

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La Twin Transition va ben oltre la tecnologia: è una trasformazione strategica e umana per le micro e piccole imprese del Veneto, che rende la digitalizzazione e la sostenibilità un’opportunità concreta, anche per le realtà più piccole e tradizionali. A dimostrarlo sono i risultati del progetto PID Veneto, un programma sperimentale di collaborazione e “cross-pollination” per l’innovazione e l’apprendimento che ha coinvolto 175 PMI venete, con un aumento rilevante delle competenze tecnologiche, capacità di utilizzo creativo delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale, e un miglioramento del 10-15% delle competenze organizzative.

Il percorso condiviso di ricerca, formazione e accompagnamento è stato finanziato dalle Camere di Commercio regionali e da Regione del Veneto, coordinato da Unioncamere del Veneto con i Punti Impresa Digitale camerali e con la collaborazione scientifica degli Atenei di Padova, Venezia e Verona.

Il tema è stato approfondito nell’evento conclusivo “Percorsi di cambiamento tra Digitale e Sostenibilità: il futuro delle PMI del Veneto” ospitato al Museo M9 di Mestre.

“Questi percorsi sono stati progettati con un approccio esperienziale, che ha permesso ai partecipanti di ripensare processi, modelli di business e strategie competitive. Le attività collaborative e di co-creazione hanno portato a una vera e propria trasformazione strategica e umana”, ha dichiarato il Presidente di Unioncamere del Veneto, Antonio Santocono. “Grazie al progetto PID Veneto si è creata una community che coinvolge attori diversi, dalle Camere di Commercio attraverso i Punti Impresa Digitali alle Università, ai formatori e soprattutto alle imprese. E l’ulteriore valore aggiunto è l’aver messo a disposizione dell’intero territorio del Veneto le competenze scientifiche dei nostri Atenei”.

“Questo progetto ha rappresentato un’esperienza di grande valore per il sistema universitario veneto”, ha aggiunto la Rettrice dell’Università Ca’ Foscari Venezia, Tiziana Lippiello. “È stata una collaborazione che ha permesso di andare oltre il tradizionale trasferimento di conoscenze, attivando invece un processo di co-creazione con le imprese, basato su ascolto, sperimentazione e applicazione concreta. È in questo dialogo continuo tra ricerca e pratica che si è generato il valore più autentico del progetto”.

Tra le 175 imprese partecipanti ci sono: l’azienda metalmeccanica che ha sviluppato una soluzione digitale per raccogliere il bisogno del cliente e restituire una proposta personalizzata; la manifatturiera che ha migliorato la gestione documentale con una piattaforma unica e integrata; la struttura ricettiva che ha rafforzato l’accoglienza digitale grazie all’AI, sviluppando un “cicerone” per suggerire micro-esperienze ad alto valore; e l’azienda giovane del settore delle valutazioni immobiliari che usa l’AI come supporto alle decisioni.

Durante il percorso, le imprese sono passate da una fase iniziale di interesse a un momento di disorientamento, fino a una nuova consapevolezza e trasformazione. Lo confermano i dati finali: aumento delle competenze tecnologiche, maggiore capacità di usare creativamente le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale, e miglioramento del 10-15% delle competenze organizzative, in particolare lavoro di gruppo, networking e gestione dei conflitti. L’approccio ha valorizzato il confronto tra pari e il metodo del Design Thinking, trasformando le fasi di crisi in opportunità di crescita.

A giugno 2025, il 54% delle imprese venete ha adottato tecnologie digitali, il 67,2% tra le esportatrici e il 79,2% tra quelle con oltre 50 addetti. Il 33% ha implementato più di una tecnologia digitale, con investimenti principali in robotica e automazione (26,3%), cybersecurity (21,9%), e servizi cloud (20%). L’Intelligenza Artificiale è priorità per il 38,2% delle imprese nei prossimi tre anni. Il 39% delle PMI investe in sostenibilità ambientale, con il 32% che integra la digitalizzazione alla sostenibilità (twin transition).

Nel corso dell’evento è stato presentato il volume “Viaggiatori nella complessità”, curato da Alessia Zoppelletto (Uni VR), Eleonora Di Maria (Università di Padova e Presidente SMACT) e Cinzia Colapinto (Università Ca’ Foscari Venezia e IPAG Business School). Il libro racconta la trasformazione reale delle imprese, alternando riflessioni teoriche, strumenti metodologici e casi concreti, creando una mappa operativa per orientarsi tra innovazione digitale e sostenibilità.

Il progetto PID Veneto ha coinvolto 175 imprese, 3 Università, le 5 Camere di Commercio del Veneto e Unioncamere, con formazione a distanza e in presenza, workshop interattivi, sviluppo di sfide aziendali e 70 tavoli di lavoro. Dalla ricerca e dai dati raccolti nasce un modello replicabile per supportare la digitalizzazione e la sostenibilità delle PMI, confermando che la trasformazione è un viaggio continuo dentro la complessità.



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