Verona torna al centro del dibattito politico sui diritti, la laicità e la gestione degli spazi pubblici. A sollevare la polemica è Nicolò Zavarise, consigliere comunale della Lega, che interviene duramente dopo l’evento per la fine del Ramadan che ha portato in strada circa quattromila persone.
Nel mirino del consigliere c’è l’operato dell’amministrazione guidata dal sindaco e, in particolare, le scelte dell’assessore Jacopo Buffolo, accusato di promuovere un approccio contraddittorio sui temi dei diritti civili.
“Quattromila persone in strada per la fine del Ramadan, un assessore che parla di “dialogo” e “spazi per la preghiera”, e un’amministrazione che ancora una volta dimostra tutta la propria ipocrisia. Mentre l’assessore Jacopo Buffolo rivendica la concessione di spazi religiosi e celebra eventi in via Tevere e al PalaOlimpia — dopo che in passato sono stati concessi anche luoghi simbolici della città come la Gran Guardia — la stessa amministrazione continua ogni giorno a riempirsi la bocca di laicità, diritti LGBTQ+, aborto e femminismo spinto”
Secondo Zavarise, la linea della giunta sarebbe incoerente: da un lato la promozione di battaglie sui diritti civili, dall’altro l’apertura verso realtà culturali e religiose che, a suo dire, esprimerebbero posizioni distanti da quei principi.
“Da una parte si fanno battaglie ideologiche, si dipingono bandiere arcobaleno, si organizzano eventi e si impartiscono lezioni morali a tutta la città -continua Zavarise– e dall’altra si legittimano e si celebrano pubblicamente realtà legate al mondo islamico che, su quei temi, esprimono posizioni spesso lontanissime, quando non apertamente opposte, rispetto ai valori che la sinistra dice di difendere. E allora la domanda è semplice: quelle battaglie valgono davvero qualcosa o sono solo strumenti di propaganda? Perché se davvero si crede nella laicità dello Stato e nei diritti delle donne, questi principi si difendono sempre, senza eccezioni e senza doppi standard. Non solo quando fa comodo o quando non si rischia di disturbare qualcuno”
Il consigliere della Lega parla apertamente di un “cortocircuito politico e culturale”, criticando anche il silenzio della maggioranza su altri temi sensibili affrontati in Consiglio comunale.
“Fa ancora più riflettere che, mentre si normalizza tutto questo, in Consiglio comunale si trovino esponenti della maggioranza pronti a fare battaglie ideologiche su altri fronti, come nel caso della proposta di legge sul consenso esplicito, salvo poi non dire una parola quando si tratta di affrontare contraddizioni ben più evidenti. Qui siamo davanti a un cortocircuito politico e culturale: si predicano diritti universali, ma si chiude un occhio, o anche due, quando si tratta di rapportarsi con l’Islam”
La chiusura è netta e rivolta direttamente alla città.
“I veronesi non meritano questa ambiguità. Meritano coerenza, non propaganda”
Uno scontro politico destinato a far discutere, che riporta al centro il tema della convivenza tra culture, della gestione degli spazi pubblici e della coerenza nelle politiche sui diritti.













