La celebrazione di fine Ramadan accende il confronto politico in città. Al centro del dibattito l’evento previsto per venerdì 20 marzo al campo sportivo di via Tevere, nel quartiere Santa Lucia, che ha innescato un duro botta e risposta tra Alberto Padovani e Jacopo Buffolo, con l’intervento anche di Luca Mascanzoni.
Il presidente della quarta circoscrizione, Alberto Padovani (Fratelli d’Italia), ha inviato una comunicazione formale a sindaco, questore e forze dell’ordine, sollevando criticità sulla scelta della location.
Secondo Padovani, l’impianto non sarebbe adeguato ad accogliere le centinaia di persone attese, considerando una capienza ordinaria inferiore alle cento unità. Tra i punti critici evidenziati anche:
gestione della viabilità
carenza di servizi igienici
tutela del manto erboso
mancato coinvolgimento della circoscrizione
“Quando si improvvisa su sicurezza, ordine pubblico e vivibilità dei quartieri, si sbaglia sempre”.
Immediata la risposta dell’assessore alle Politiche giovanili Jacopo Buffolo, che respinge le accuse e attacca il presidente della circoscrizione.
“È una polemica strumentale che mira a una narrazione che non appartiene ai cittadini musulmani di Verona Sud”, afferma Buffolo, sottolineando come la scelta di via Tevere sia stata obbligata dalla mancanza di spazi al chiuso.
L’assessore ha inoltre chiarito che:
le normative per eventi religiosi sono diverse da quelle sportive
sono previste misure per limitare il rumore
il campo sarà protetto con tappeti per salvaguardare il terreno
E aggiunge un invito diretto a guardare oltre i pregiudizi e rispettare il culto dei cittadini del quartiere.
A sostegno di Padovani interviene il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, Luca Mascanzoni, che ribadisce la legittimità delle preoccupazioni sollevate.
“Padovani ha fatto ciò che ogni amministratore serio deve fare: verificare sicurezza, logistica e impatto sul territorio prima di un evento che coinvolge centinaia di persone”.
E aggiunge:
“Ridurre tutto a ‘paure’ o ‘strumentalità’ significa evitare il merito delle questioni”.
Mascanzoni insiste anche sul metodo:
“La collaborazione istituzionale non si improvvisa con una telefonata: servono atti, piani e confronti formali”.
Infine chiarisce:
“Difendere i residenti e chiedere organizzazione non è discriminazione, è responsabilità amministrativa”.
Il confronto resta aperto e riflette un tema più ampio: il delicato equilibrio tra sicurezza, organizzazione degli eventi e integrazione religiosa, con la necessità, sempre, di tutelare i veronesi.
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