L’annuncio del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida di convocare entro la fine del mese a Roma un nuovo Tavolo latte nazionale rappresenta un segnale importante per il comparto lattiero-caseario. L’obiettivo dichiarato è affrontare la crisi del prezzo del latte alla stalla e raggiungere un accordo che garantisca stabilità economica agli allevatori almeno fino al prossimo autunno.
«Accogliamo con favore l’iniziativa del ministro – afferma il presidente di Coldiretti Verona Alex Vantini – che punta a favorire un’intesa tra tutte le componenti della filiera per creare condizioni di equilibrio sostenibile, poiché senza un giusto riconoscimento economico a chi produce non può esistere una filiera forte».
La situazione nel territorio veronese viene definita particolarmente delicata. Nonostante il grado di autoapprovvigionamento nazionale di latte sia cresciuto costantemente dal 70,60% del 2009 fino a sfiorare il 94,16% stimato per il 2024, gli allevatori continuano a trovarsi schiacciati da dinamiche di mercato che non riconoscono il valore del loro lavoro.
In questo contesto diventa prioritario contrastare il rischio di manovre speculative lungo la filiera, che finiscono per penalizzare sia i produttori – costretti a vendere sotto i costi di gestione – sia i consumatori, che subiscono rincari al consumo non giustificati.
Nel veronese il settore mantiene comunque numeri rilevanti: le consegne di latte sono stimate in oltre 321.387 tonnellate per il 2025, confermando il ruolo centrale della provincia, che nel quinquennio 2021-2025 ha immesso sul mercato circa 1,57 milioni di tonnellate di prodotto.
A preoccupare le aziende agricole è soprattutto la forbice dei prezzi. Le quotazioni del latte spot a Verona registrate all’inizio dell’anno mostrano valori minimi che scendono fino a 0,28 euro al litro, cifre che non coprono i costi di produzione e mettono a rischio la sostenibilità economica delle stalle.
L’analisi storica dei prezzi del latte crudo alla stalla nel veronese evidenzia inoltre una forte volatilità, mentre il comparto deve fare i conti con una riduzione progressiva del numero di allevamenti bovini, un fenomeno che colpisce soprattutto le aziende medio-piccole e che rischia di indebolire il tessuto produttivo delle campagne.
«Fino a quando il latte munto nelle stalle veronesi non riceverà il giusto compenso – conclude Alex Vantini – continueremo il nostro presidio lungo la filiera per assicurare il futuro di un settore che rappresenta l’identità e l’economia del nostro territorio».













