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Verona, dopo il caso del cane trovato morto la Provincia e le associazioni chiedono giustizia

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Proseguono le indagini della Polizia Provinciale sul caso del cane femmina trovato morto nei pressi di un bosco a nord di Verona. L’animale, secondo le ricostruzioni degli inquirenti, sarebbe stato percossa, uccisa e abbandonata in un sacco, e il microchip ha permesso di risalire agli indagati, una coppia veronese ora denunciata all’Autorità giudiziaria per uccisione di animale.

A seguito dei fatti, diverse istituzioni e associazioni per la tutela degli animali hanno voluto esprimere la loro posizione, ribadendo la necessità di interventi più severi e controlli più rigorosi per prevenire simili episodi di crudeltà. Tra le reazioni ufficiali, la dichiarazione del vicepresidente della Provincia di Verona, David Di Michele, esprime con forza indignazione e condanna:

“Esprimo la mia più profonda indignazione per il gravissimo episodio avvenuto nel territorio della provincia di Verona, dove un cane è stato brutalmente ucciso e abbandonato in una scarpata dentro un sacchetto. Si tratta di un gesto di crudeltà inaccettabile che ferisce profondamente la coscienza della nostra comunità.
Chi compie atti di violenza contro gli animali dimostra un totale disprezzo per la vita e per i valori fondamentali di rispetto e civiltà che devono caratterizzare la nostra società. La Provincia condanna con la massima fermezza questo comportamento e si costituirà parte attiva nel sostenere tutte le azioni necessarie affinché i responsabili rispondano pienamente delle loro azioni davanti alla giustizia.
Voglio inoltre ringraziare la Polizia Provinciale per il lavoro svolto e per l’impegno costante nella tutela del territorio e del benessere animale. Continueremo a rafforzare le attività di controllo e sensibilizzazione, perché episodi come questo non devono mai più ripetersi.
La nostra comunità non può e non deve tollerare simili atti di barbarie. Il rispetto per gli animali è un indicatore del livello di civiltà di una società, e su questo non faremo alcun passo indietro”.

Le autorità confermano che le responsabilità degli indagati dovranno essere accertate in sede giudiziaria, ma sottolineano l’importanza della collaborazione dei cittadini. In particolare, il cacciatore che ha segnalato il corpo dell’animale è stato ringraziato per il suo senso civico.

Il caso ha nuovamente acceso il dibattito sulla tutela degli animali in Veneto, con appelli a favore di maggiore educazione civica, controlli e sanzioni più severe per chi commette reati di crudeltà verso gli animali.



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