Uno studio preparato da prestigiosi studiosi della prestigiosa London School of Economics (Dhingra, Swati, Gianmarco IP Ottaviano, Thomas Sampson, and John Van Reenen. “The consequences of Brexit for UK trade and living standards.” (2016)) prevedeva che il Regno Unito avrebbe sofferto e si sarebbe impoverito a causa del Brexit.
Si prevedeva che il commercio estero sarebbe crollato, che i guadagni delle famiglia si sarebbero contratti da un minimo dell 1,3 per cento fino ad un massimo del 2,6 per cento; si prevedeva poi che il prodotto interno lordo sarebbe sceso da un minimo di 26 miliardi di sterline ad una massimo di 55 miliardi; si diceva poi che la produttività sarebbe calata da un minimo del 6,3 per cento ad un massimo del 9,5 per cento.
La produttività e il commercio sarebbero crollati e i cittadini britannici si sarebbero impoverititi.
A guardare i dati non sembra che la Brexit abbiamo rovinato il Regno Unito. Il Brexit, voluto dai cittadini britannici nel 2016, quando una maggioranza degli elettori votò a favore del Brexit, è entrato in vigore nel 2020.
Nel 2020 il Prodotto Interno Lordo (PIL) pro capite era di 32091 dollari in Italia, di 39169 dollari in Francia, e di 40812 dollari nel Regno Unito. Dal 2020 al 2024 i dati della Banca Mondiale ci dicono che il PIL pro capite è cresciuto di di 6934 dollari in Francia, di 8294 dollari in Italia, e di 12434 dollari nel Regno Unito. Non solo il Regno Unito è molto più ricco di Francia e Italia, ma è riuscito a far crescere la sua ricchezza molto più di quanto siano riuscito a farlo francesi e italiani.
Le previsioni degli studi allarmistici pubblicati nel 2016 si sono rivelate sbagliate.
Mi permetto un ultima osservazione. La qualità delle ricerca e dell’università è un lusso per paesi ricchi. Motivo per cui un paese ricco come gli Stati Uniti ha molte più buone università del Togo.
Il Regno Unito piazza tre delle sue università fra le prime dieci al mondo. Francia e Italia non ne hanno neanche una. Il Regno Unito ha 5 università fra le prime 20. Italia e Francia non ne hanno neanche una. Nelle prime 100 università al mondo, non c’è nemmeno una università italiana, ce ne sono 4 francesi e 11 britanniche. Nelle prime 200 ci sono 3 università italiane, 5 francesi e 25 britanniche.
Il Regno Unito è rimasto più ricco di Francia e Italia e con più università di alto livello di quante ne abbiano Francia e Italia, il che vuol dire che il futuro dei britannici sarà più roseo e che il divario fra Regno Unito e la Francia o l’Italia è inevitabilmente destinato a crescere.
Riccardo Pelizzo
Professore e Acting Dean della Graduate School of Public Policy, Nazarbayev University













