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Il riso Italiano sbarca a Bruxelles: Verona porta l’eccellenza in Europa

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Il riso veronese guarda all’Europa. E lo fa partendo dalla Sala Rossa della Provincia di Verona, dove oggi è stato presentato l’evento europeo “Il riso italiano: una filiera da valorizzare. Produzione, consumi, strategie: il futuro del riso Made in Italy in Europa”, in programma il 4 marzo al Parlamento europeo di Bruxelles.

Un appuntamento strategico promosso da Ente Fiera di Isola della Scala, in collaborazione con Ente Nazionale Risi, il Consorzio di Tutela della IGP Riso Nano Vialone Veronese e l’eurodeputato Paolo Borchia. Collegati da remoto anche Cosimo Finzi, direttore di AstraRicerche, e Roberto Magnaghi, direttore di Ente Nazionale Risi.

Pasini: qualità e regole non sono un dettaglio

Il messaggio lanciato dal presidente della Provincia, Flavio Pasini, è chiaro: difendere il riso europeo significa difendere standard, salute e agricoltori.

“L’Italia, primo produttore europeo, insieme agli altri partner dell’Unione, garantisce ai consumatori un prodotto che non ha eguali nel mondo per standard qualitativi” ha dichiarato.

E ancora: “Perché dobbiamo essere ben chiari: non tutto il riso è uguale. Il riso veronese, italiano ed europeo segue protocolli severi, a differenza di alcune produzioni provenienti da altri continenti, dove spesso le regole a tutela della salubrità e del consumatore sono meno attente. Sostenere il riso europeo significa tutelare la salute dei nostri cittadini e premiare agricoltori che rispettano norme ambientali forse tra le più severe del pianeta”.

Un passaggio che tocca un tema centrale: concorrenza internazionale e regole non uniformi.

Borchia: identità agricola e competitività

Per l’eurodeputato Paolo Borchia, la partita si gioca su identità e competitività.

“La valorizzazione del riso italiano rappresenta una priorità chiave per la tutela della nostra identità agricola, della qualità produttiva e del lavoro di migliaia di imprese che operano lungo tutta la filiera” ha spiegato.

L’obiettivo del convegno a Bruxelles è accendere i riflettori sulle criticità del settore, ma soprattutto rafforzare il dialogo tra istituzioni europee e produttori italiani.

Non solo difesa, dunque, ma strategia.

Il nodo degli accordi di libero scambio

Il direttore di Ente Nazionale Risi, Roberto Magnaghi, ha messo sul tavolo uno dei temi più delicati: le importazioni extra UE.

“L’importazione di riso extra europeo, senza dazi, sta determinando rilevanti difficoltà al comparto dal punto di vista del prezzo, ma anche per standard qualitativi diversi”.

Una questione che riguarda da vicino anche il Veneto e la pianura veronese, dove il riso non è solo produzione agricola ma economia territoriale.

Gli italiani vogliono sapere cosa mettono nel piatto

Dal quarto Osservatorio sui consumi del riso in Italia, illustrato da Cosimo Finzi, emerge un dato interessante: cresce la voglia di conoscere il prodotto.

“L’Osservatorio conferma da un lato la crescente volontà degli italiani di conoscere meglio questo prodotto, di approfondirne le caratteristiche, l’origine e le modalità di utilizzo”.

Il consumatore oggi guarda all’origine, alla filiera, alla qualità. E qui entra in gioco il ruolo delle fiere.

Isola della Scala, 58 anni di storia

Il presidente di Ente Fiera di Isola della Scala, Roberto Venturi, ha ricordato il peso storico della manifestazione:

“Con i suoi 58 anni di storia, la Fiera del Riso di Isola della Scala, insieme a Risò di Vercelli nata lo scorso anno, rappresenta un appuntamento strategico per l’intero comparto risicolo”.

Un evento che non è solo promozione, ma educazione alimentare, incontro diretto tra produttori e consumatori, valorizzazione del territorio.

Da Verona a Bruxelles: una filiera che chiede attenzione

L’appuntamento del 4 marzo rappresenta un passaggio importante. Non solo simbolico.

Portare il riso veronese e italiano al centro del dibattito europeo significa chiedere politiche coerenti, regole uguali per tutti e strumenti concreti di tutela.

Il riso non è solo un prodotto agricolo. È Made in Italy, è tradizione, è innovazione. E per Verona è anche identità.

Bruxelles sarà il prossimo campo di gioco. E la pianura scaligera, ancora una volta, sarà protagonista.



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