Verona celebra il volto migliore delle nuove generazioni. Sono Rachela Sanuthi Mutuwadige, Matteo Patuzzo e Francesco Tezza i vincitori dell’edizione 2025 del Premio “Stefano Bertacco”, il riconoscimento promosso dal Comune di Verona per valorizzare l’impegno sociale dei giovani under 26.
Alla cerimonia erano presenti il sindaco Damiano Tommasi, l’assessora alle Politiche sociali e Terzo settore Luisa Ceni, la presidente della Commissione consiliare 5ª Chiara Stella e il consigliere del CSV – Centro di Servizio per il Volontariato di Verona Stefano Micheletti.
Un premio nato dall’amicizia e dalla memoria
Il sindaco Damiano Tommasi ha ricordato le origini del riconoscimento:
“Ricordo che questo premio si deve all’iniziativa del ex sindaco Federico Sboarina, che non ha potuto oggi presenziare all’evento – sottolinea il sindaco Damiano Tommasi –. E’ proprio dalla sua personale amicizia con Stefano Bertacco che è scaturito questo riconoscimento alla sua memoria. Un attestato meritorio riconosciuto oggi a giovani che si sono distinti in maniera eccellente nella disponibilità verso gli altri, con gesti quotidiani di vicinanza, accoglienza, supporto e aiuto. Bertacco, prematuramente scomparso nel 2020, è stato assessore al Sociale del Comune di Verona divenendo, attraverso il suo operato, un esempio di come si dovrebbe intraprendere questo ruolo anche dal punto di vista dell’attività politica. Il premio ha infatti l’obiettivo di dare visibilità a quello che i giovani realizzano, una testimonianza concreta di un operato positivo che deve essere replicato. Grazie per quanto avete fatto e continuate a fare. Siete un esempio prezioso”.
Un passaggio che riporta al cuore del premio: la memoria di Stefano Bertacco e l’idea che la politica possa essere anche servizio silenzioso e quotidiano.
Raccontare una gioventù diversa
L’assessora Luisa Ceni ha posto l’accento sul valore culturale dell’iniziativa:
“Attraverso questo premio – precisa l’assessora Luisa Ceni – ci piace raccontare una gioventù diversa, positiva, lontana da quella violenza narrata e messa quotidianamente sui giornali o alla televisione. Questi ragazzi e ragazze sono un modello a cui tendere, narratori di una storia umana e sociale che ben rappresenta la Verona che siamo e vogliamo essere. Perché la stragrande maggioranza dei cittadini veronesi è così. Magari non si candidano ai premi, ma ogni giorno, nella propria quotidianità, hanno energia e voglia di fare per gli altri”.
Parole che ribaltano la narrazione dominante e mettono al centro la solidarietà, l’inclusione e il volontariato come pilastri della comunità.
I tre volti dell’impegno
A distinguersi nel 2025 sono stati tre giovani con storie diverse ma unite dallo stesso filo rosso: il prendersi cura degli altri.
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Rachela Sanuthi Mutuwadige, segnalata dall’Associazione Aquilia APS, si è distinta per l’aiuto alle ragazze straniere nella sala studio, per la partecipazione attiva alle iniziative associative e per la capacità di portare musica e compagnia anche agli anziani del Centro residenziale al Parco-Villa Monga.
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Matteo Patuzzo, candidato dall’Istituto Lavinia Mondin, è un punto di riferimento per i compagni: supporta gli studenti in difficoltà e anima gruppi formativi su diritti umani, dignità e inclusione, convinto che siano le scelte quotidiane a cambiare il mondo.
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Francesco Tezza, segnalato dall’Associazione Amici Senza Barriere – Daniela Zamboni ODV, è volontario attivo dal 2023 e si distingue per maturità, empatia e capacità di relazione con le persone con disabilità, qualità che lo rendono esempio per i coetanei.
Già al via l’edizione 2026
Durante la cerimonia è stata presentata anche l’edizione 2026 del Premio, che prevede sei riconoscimenti da 500 euro ciascuno.
Possono presentare candidatura gli enti del Terzo settore e le scuole del territorio entro le ore 12 del 15 maggio 2026. I giovani segnalati dovranno avere meno di 26 anni ed essere residenti a Verona da almeno tre anni consecutivi.
Un segnale chiaro: la città vuole continuare a investire sui suoi ragazzi, premiando chi sceglie ogni giorno di costruire relazioni, inclusione e comunità.













