Trasformare un trauma in una ripartenza. E la prevenzione in uno stile di vita.
È questa la sfida lanciata da USacli Verona, che ieri – nella Sala Arazzi di Palazzo Barbieri – ha presentato un progetto rivolto alle scuole medie e superiori del territorio scaligero. Un percorso che unisce sport, legalità e corretti stili di vita, con un obiettivo chiaro: sensibilizzare i giovani sui rischi legati ad alcol e droghe e promuovere i valori dell’attività motoria.
L’iniziativa arriva in un momento simbolico per la città, che si prepara a ospitare in Arena la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi. Un contesto che rende ancora più forte il messaggio: lo sport può essere rinascita.
Incidenti, trauma e ripartenza
Il progetto parte da una premessa drammatica ma attuale: l’aumento degli incidenti stradali causati dall’abuso di sostanze e dall’uso scorretto del cellulare, fenomeni sempre più diffusi anche tra i giovanissimi.
A differenza di una malattia cronica, l’incidente stradale è un evento improvviso. In un istante può cambiare tutto: lesioni spinali, amputazioni, vite stravolte. In questo scenario lo sport diventa non solo riabilitazione fisica, ma leva psicologica per reagire.
Dieci scuole coinvolte, quattro ore per cambiare prospettiva
Il percorso toccherà dieci istituti veronesi con incontri di quattro ore.
In campo, per la parte sulla prevenzione e legalità, gli agenti della Polizia Stradale e il personale medico della Questura di Verona, che dialogheranno con gli studenti sugli effetti concreti dell’abuso di alcol e droghe.
Accanto a loro le testimonianze degli atleti della Olympic Basket Verona, squadra di basket in carrozzina, e dei campioni della Scaligera Basket.
Non solo parole: gli studenti potranno provare direttamente le carrozzine da gioco, sperimentando il basket inclusivo e comprendendo cosa significhi superare barriere fisiche e mentali.
Una rete cittadina compatta
Il progetto vede la collaborazione del Comune di Verona, attraverso il percorso “Città Sane-OMS”, delle società sportive Olympic Basket Verona e Scaligera Basket, con il contributo di Magis (ex Agsm Aim) e il sostegno di Veronamercato, che fornirà frutta fresca agli studenti.
Presenti alla conferenza il Questore Rosaria Amato, le assessore Elisa La Paglia e Stefania Zivelonghi, la consigliera delegata Annamaria Molino, il presidente di USacli Verona Giuseppe Biasi e Roberto Zecchinato per Olympic Basket.
Le voci dei protagonisti
Elisa La Paglia: «È un modo di fare prevenzione pratico e anche giocoso. La prova diretta delle sedie a rotelle vuote permette ai ragazzi di approcciarsi al tema dell’inclusione in modo attivo, abbattendo le barriere del pregiudizio attraverso l’esperienza sportiva».
Stefania Zivelonghi: «I numeri degli incidenti stradali, purtroppo anche a Verona, testimoniano l’importanza e la necessità di essere presenti in modo preventivo. Portare questi temi sul territorio è fondamentale per l’efficacia della prevenzione».
Annamaria Molino: «Questo progetto è importante perché parla di salute e prevenzione direttamente nelle scuole: la salute non è qualcosa di relegato esclusivamente agli ospedali. È positivo che non si tratti solo di una lezione frontale, ma di un percorso esperienziale che rimarrà impresso dentro questi ragazzi».
Rosaria Amato: «Il progetto mette insieme più aspetti: dall’incidentalità stradale, spesso dovuta a stili di vita non corretti o all’uso del cellulare, alle conseguenze che sconvolgono la vita dei giovani. Per questo sono essenziali le componenti di Olympic Basket e Scaligera Basket per andare “oltre il trauma”. Attraverso la tenacia e lo spirito di gruppo, i valori dello sport possono determinare una svolta, reagendo alla disgrazia e trovando nuovi stimoli. Saremo supportati dalla Polizia Stradale con la dott.ssa Mirella Pontiggia e dal Medico della Polizia di Stato, dott.ssa Annamaria Fiorillo, per illustrare gli effetti concreti degli stili di vita scorretti».
Roberto Zecchinato: «Parleremo con i ragazzi di quanto velocemente possa cambiare la vita in un solo momento di distrazione. Porteremo la nostra testimonianza sull’importanza dello sport per la resilienza e come esercizio costante per tornare a vivere pienamente».
Giuseppe Biasi: «Collaboriamo volentieri con l’Amministrazione e le altre realtà del territorio per far capire ai ragazzi come rialzarsi dopo un trauma. Invitiamo tutti gli istituti scolastici a contattarci per integrare nel proprio programma formativo questo percorso, che prevede una parte teorica con filmati e una parte pratica, con le sedie a rotelle, per rendersi conto davvero cosa significa».
Oltre il trauma, insieme
Il messaggio è chiaro: prevenire significa educare. E lo sport può essere la chiave per parlare ai ragazzi con un linguaggio diretto, concreto, esperienziale.
In una città che si prepara a celebrare le Paralimpiadi, Verona sceglie di partire dalle scuole. Perché la sicurezza non è solo una regola: è una cultura.













