Le dimissioni dell’ingegner Carlo Pozzerle dalla presidenza della Circoscrizione 7 accendono lo scontro politico in città.
A intervenire è Luca Mascanzoni, Coordinatore Cittadino di Fratelli d’Italia, che legge il passo indietro come un segnale pesante per l’attuale amministrazione.
“Un atto d’accusa pesantissimo”
“Apprendiamo senza stupore della scelta di Pozzerle. Tuttavia, le motivazioni addotte — ovvero la ‘mancata collaborazione e l’assenza di risposte concrete da parte di alcuni assessori’ — rappresentano un atto d’accusa pesantissimo. Politicamente parlando, è tra le mancanze più gravi che un’amministrazione possa commettere nel proprio operato”, dichiara Mascanzoni.
Secondo il Coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia, il profilo dell’ormai ex presidente rende ancora più significativo il gesto.
“Non parliamo di un neofita, ma di una figura di comprovata competenza e di un politico di lungo corso, con un’esperienza ultradecennale sia nel Consiglio Comunale di Verona che nella Giunta, dove ha ricoperto il ruolo di assessore ai Lavori Pubblici e traffico. Se una persona del suo calibro decide di fare un passo indietro, le sue parole suonano come una sentenza definitiva”, aggiunge.
“Territorio abbandonato”
Per Fratelli d’Italia, le dimissioni sarebbero il sintomo di una Giunta definita “sorda e indifferente alle esigenze del territorio”, incapace – secondo l’opposizione – di trovare una sintesi sui temi strategici e attraversata da tensioni interne.
Un quadro che, nelle parole di Mascanzoni, alimenta dubbi sulla stabilità politica a Palazzo Barbieri.
Effetto domino?
Il Coordinatore cittadino richiama anche le recenti dimissioni ai vertici di enti cittadini, come la Fondazione Bentegodi.
“Dopo le dimissioni del Presidente della Fondazione Bentegodi e ora quelle del Presidente della Circoscrizione 7, sorge spontanea una domanda: dobbiamo aspettarci a breve qualche altra defezione? Il segnale di scollamento tra il centro e le periferie, così come tra la Giunta e i suoi rappresentanti operativi, è ormai evidente e preoccupante”, conclude.
La partita ora si sposta sul piano politico: la maggioranza è chiamata a rispondere, mentre l’opposizione alza il livello dello scontro.
Verona osserva. E si interroga su chi sarà il prossimo.













