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Corteo dei “No a tutto” nel giorno della chiusura delle Olimpiadi all’Arena: Verona merita di più

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Verona si prepara a vivere una giornata sotto i riflettori internazionali, con la cerimonia ufficiale di chiusura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 che porta la città alla ribalta mondiale. E proprio mentre l’attenzione è puntata su atleti, bandiere e pubblico arrivato da tutta Italia e dall’estero, c’è chi sceglie di scendere in piazza per dire no.

Oggi, nel pomeriggio, è in programma un corteo promosso da “Rete Olimpiadi No Grazie Verona”. Su richiesta della Questura di Verona, il Comune di Verona ha adottato un’ordinanza per disciplinare la viabilità nelle aree interessate.

Le vie coinvolte

È stato disposto il divieto di sosta con rimozione dalle ore 8.00 alle ore 20.00 – e comunque fino al termine delle esigenze legate alla manifestazione – nelle seguenti strade:

  • via della Valverde, su entrambi i lati, tra i civici 2 e 22;

  • vicolo Santa Caterina;

  • via Marconi, lato civici dispari, tra il civico 19 e l’intersezione con via Scalzi;

  • vicolo Caserma Chiodo.

Non sono previste chiusure al traffico né deviazioni strutturali, se non per il tempo strettamente necessario al passaggio del corteo, secondo le indicazioni delle Forze di Polizia.

Protestare è legittimo. Ma sempre?

Il diritto di manifestare è garantito dalla Costituzione. Nessuno lo mette in discussione. Ma una domanda – polemica quanto basta – va posta: è davvero questo il momento?

Mentre Verona si gioca un pezzo della propria reputazione internazionale, con un evento sportivo legato al percorso delle Olimpiadi Invernali Milano Cortina 2026, c’è chi sceglie di sfilare contro tutto e contro tutti. Contro l’organizzazione, contro le scelte politiche, contro i costi, contro l’impatto. Contro.

Siamo davanti all’ennesimo corteo dei “No a prescindere”? La sensazione è quella. In una fase in cui la città prova a mostrarsi dinamica, attrattiva, pronta a competere con le grandi capitali europee, una parte minoritaria preferisce ribadire una contrarietà totale.

L’immagine conta

Gli eventi sportivi internazionali non sono solo gare. Sono vetrina, turismo, investimenti, opportunità per le imprese, lavoro per i giovani. Sono una cartolina che fa il giro del mondo.

Verona può e deve discutere di costi, di sostenibilità, di scelte urbanistiche. Ma trasformare ogni appuntamento in un’arena permanente di contestazione rischia di indebolire l’immagine della città proprio mentre si affaccia sul palcoscenico globale.

La critica è legittima. Il dissenso pure. Ma forse, per una volta, si potrebbe lasciare spazio allo sport e alla città che prova a crescere.

Perché Verona, quando gioca in squadra, sa vincere. Quando si divide su tutto, perde un’occasione.



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