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VIDEO (2:02) – Giustizia, Paolo Borchia lancia da Verona la campagna della Lega per il Sì al referendum

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Parte dal territorio scaligero la mobilitazione della Lega per il Sì al referendum confermativo sulla riforma costituzionale della giustizia. A dare il via alla campagna è stato l’europarlamentare Paolo Borchia, intervenuto questa mattina a Verona davanti ai militanti e ai rappresentanti dei 65 circoli attivi in provincia, per un totale di oltre 2mila iscritti.

“Questo Paese ha bisogno di una giustizia più efficace, capace di liberarsi dalle logiche correntizie e di garantire giudici realmente indipendenti. Il referendum non è una pagella al Governo ma un’occasione per fare un passo avanti”, ha dichiarato Borchia.

Separazione delle carriere e nuovo CSM

Al centro della riforma – che sarà sottoposta a referendum confermativo – ci sono due snodi chiave: la separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente e il nuovo assetto del Consiglio superiore della magistratura.

Il progetto prevede la creazione di due organi distinti e l’istituzione di un’Alta Corte disciplinare, con l’obiettivo dichiarato di rafforzare la terzietà del giudice e ridurre il peso delle correnti interne nelle nomine e nei procedimenti disciplinari.

Secondo Roberto Turri, coordinatore veneto della campagna referendaria per la Lega, la riforma rappresenta un cambio di passo:

“grazie a questa riforma ci sarà meno potere politico e meno indicazioni politiche ai magistrati, con componenti del CSM estratti a sorte tra persone con competenza e qualità, aumentando la serenità del cittadino nelle scelte giudiziarie”.

“Un tassello per il giusto processo”

Sulla stessa linea Giovanni Dal Cero, coordinatore veronese del referendum, che ha rimarcato come la separazione delle carriere sia:

“un tassello ulteriore per il giusto processo”, con un pubblico ministero libero di operare nel solco del sistema accusatorio e un giudice sempre più equidistante dalle parti.

I promotori insistono su un punto: ridurre l’influenza delle correnti interne al CSM per favorire trasparenza e meritocrazia nelle nomine e nelle valutazioni disciplinari.

La campagna sul territorio

Nelle prossime settimane la Lega porterà la campagna referendaria nei quartieri e nei comuni della provincia con incontri pubblici, gazebo informativi e momenti di confronto con i cittadini.

Il referendum, nelle intenzioni dei promotori, non è solo un voto su una riforma, ma un passaggio politico e istituzionale destinato a incidere sull’assetto della giustizia italiana per i prossimi anni.



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