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Uccelli contro le vetrate: scatta l’allarme sulla nuova sede di Acque Veronesi

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A poche settimane dall’inaugurazione della nuova sede storica di Acque Veronesi in via Monsignor Giacomo Gentilin, scatta una segnalazione che accende i riflettori su un problema tanto silenzioso quanto grave: l’impatto dell’avifauna contro le grandi superfici vetrate degli edifici moderni.

A sollevare il caso è l’Ing. Giuseppe Rea, Consigliere Delegato alla Tutela del Benessere degli Animali del Comune di Verona, che ha scritto al Presidente di Acque Veronesi, Ing. Roberto Mantovanelli, chiedendo l’adozione di misure concrete per prevenire la morte di numerosi volatili trovati nei pressi della struttura.

Secondo quanto riportato nella comunicazione inviata, le ampie vetrate dell’edificio, con il loro effetto “specchio”, rifletterebbero vegetazione, cielo e nuvole, inducendo gli uccelli in un’illusione ottica fatale.

“La causa della morte di questi uccelli è certamente da ricondurre alle vetrate che ricoprono il perimetro dell’edificio e all’effetto “specchio” che creano nei confronti della vegetazione circostante ma anche del cielo e delle nuvole”, scrive Rea.


Il regolamento comunale parla chiaro

Il tema non è solo etico o ambientale. C’è anche un profilo normativo preciso. Il 12 giugno scorso, con DCC n. 30, il Consiglio comunale ha approvato il nuovo Regolamento per il benessere e la tutela degli animali del Comune di Verona.

All’articolo 5, comma 13, si legge:

“Sulle superfici trasparenti o riflettenti degli edifici e delle barriere stradali fonoassorbenti, in particolare in caso di superfici continue di grandi dimensioni, è necessario in fase di progettazione o quando vi sia l’evidenza di pericolo per l’avifauna, prevedere l’utilizzo di dissuasori e accorgimenti efficaci, atti a scongiurare l’impatto dell’avifauna con dette superfici”.

Una disposizione che, sottolinea il Consigliere delegato, è già presente anche in altri regolamenti comunali italiani, come quello di Milano.


Non solo ambiente: anche un tema sanitario

Oltre alla tutela della fauna selvatica, nella segnalazione si richiama anche un possibile profilo sanitario.

“Gli uccelli morti, a seguito degli impatti con i vetri della struttura, se restano a terra, possono comportare anche conseguenze di tipo sanitario che, a mio avviso, non possono essere trascurate o sottovalutate”, evidenzia Rea.

Un richiamo che punta ad allargare la riflessione: non è solo una questione di sensibilità ambientale, ma di interesse pubblico più ampio.



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