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On. Polato (FdI): “Voto storico sull’immigrazione, l’Europa segue la linea italiana”

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Daniele Polato


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Un voto che segna una svolta nella gestione europea dei flussi migratori. A Strasburgo il Parlamento Ue ha approvato la riforma sull’istituzione dell’elenco dei Paesi di origine sicuri e sul regolamento dei Paesi terzi, con una maggioranza ampia: 408 voti favorevoli.

A commentare il risultato è Daniele Polato, europarlamentare di Fratelli d’Italia, che parla senza mezzi termini di un cambio di passo per l’Unione.

“Con il voto di oggi l’Unione europea compie un passo decisivo: finalmente smette di inseguire le emergenze e torna a governare il fenomeno dell’immigrazione. Si tratta di un risultato storico. La strada indicata dall’Italia è oggi riconosciuta come la più credibile anche a livello europeo” .

Cosa cambia

La modifica al Regolamento Ue introduce e rafforza il principio dei Paesi di origine sicuri e valorizza il concetto di Paese terzo sicuro, con l’obiettivo di accelerare le procedure e distinguere in modo più netto chi ha diritto alla protezione internazionale da chi, invece, utilizza in modo strumentale il sistema di accoglienza.

Secondo Polato, si tratta di un passaggio chiave per riportare la gestione dell’immigrazione dentro un quadro di legalità, sicurezza e responsabilità politica.

“Distinguere chi ha realmente diritto alla protezione da chi abusa del sistema, introdurre procedure più rapide ed efficaci e valorizzare il concetto di Paese terzo sicuro significa restituire alla politica la capacità di decidere. È un passaggio fondamentale per garantire sicurezza, legalità e solidarietà, nel rispetto delle regole e dei cittadini europei”

Una maggioranza oltre gli schieramenti

Il dato politico non è secondario: i 408 voti favorevoli superano la sola somma dei gruppi di centrodestra, segnale di un consenso trasversale su un tema che negli ultimi anni ha diviso profondamente le istituzioni europee.

Per Fratelli d’Italia e per il gruppo ECR si tratta di una conferma della linea sostenuta dall’Italia: meno gestione emergenziale e più strumenti normativi strutturali per affrontare i flussi migratori.



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