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Gennaio in frenata: visitatori giù, ma cresce la spesa nel cuore di Verona

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Dopo il boom delle feste, il centro storico rallenta. A gennaio sono stati 586mila i visitatori nell’area dentro l’ansa dell’Adige, contro i 901.300 di dicembre e i 723.900 di novembre. È la fotografia scattata dal sistema di rilevazione di Confcommercio Verona, che analizza i flussi attraverso dati anonimi della telefonia mobile.

Un calo netto, fisiologico dopo il periodo natalizio, che però nasconde un dato interessante: aumenta la capacità di spesa di chi arriva in città.

Stranieri in calo, Spagna in testa

I visitatori stranieri sono stati poco meno di 122mila, in flessione rispetto ai 196.600 di dicembre. In cima alla classifica resta la Spagna con 15.700 presenze, seguita da Stati Uniti (11.700), Regno Unito (10.500), Francia (9.300) e Polonia (8.200).

Completano la top ten Austria (7.200), Germania (5.800), Brasile (5.200), Romania (4.900) e Svizzera (4.600).

Sul fronte anagrafico, le fasce più rappresentate sono quelle tra i 45-54 anni e i 55-64 anni (21% ciascuna), seguite dai 25-34enni (18%).

Più “high spending” nonostante il calo dei flussi

Il dato che fa riflettere è quello legato alla spesa. Gli “high spending” salgono al 26,5%, in crescita rispetto al 24% di dicembre. I basso spendenti scendono al 22,3% (erano il 24,9%).

Un segnale che, pur con numeri inferiori, indica una presenza più qualificata sotto il profilo economico.

I numeri confermano come, dopo il picco legato alle festività, gennaio rappresenti fisiologicamente un mese di assestamento – commenta il direttore generale di Confcommercio Verona e amministratore delegato di VeronaUp, Nicola Dal Dosso –. Il dato interessante è la crescita della quota di visitatori ad alta capacità di spesa, segnale che le città d’arte mantengono un forte potere attrattivo anche fuori stagione. Per il sistema Verona si conferma fondamentale lavorare su eventi e servizi capaci di destagionalizzare i flussi, migliorando accessibilità e qualità dell’esperienza di visita. Occorre accrescere ulteriormente la qualità dell’offerta della nostra città, con un’attenzione particolare al segmento business, capace di generare valore diffuso e duraturo per il territorio e per le sue attività economiche”.

Il messaggio è chiaro: meno presenze, ma più valore. La sfida ora è quella della destagionalizzazione, puntando su eventi, turismo business e qualità dell’offerta per rendere Verona attrattiva tutto l’anno.



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