Home Ambiente Verona soffoca, sen. Gelmetti (FdI) attacca: “Ideologia e traffico, così l’assessore Ferrari peggiora l’aria”

Verona soffoca, sen. Gelmetti (FdI) attacca: “Ideologia e traffico, così l’assessore Ferrari peggiora l’aria”

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Matteo Gelmetti


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Verona soffoca sotto il peso dello smog e del traffico, e per il senatore Matteo Gelmetti di Fratelli d’Italia la responsabilità è politica. Nel mirino finisce l’assessore alla Mobilità Tommaso Ferrari, accusato di aver trasformato la città in un imbuto permanente con scelte che, anziché ridurre l’inquinamento, lo starebbero aggravando.

Secondo Gelmetti, Verona è ormai la città più inquinata del Veneto e viene indicata stabilmente tra i capoluoghi italiani con le maggiori criticità sul fronte della qualità dell’aria. Un dato che, secondo il parlamentare, dovrebbe imporre responsabilità, pragmatismo e buon senso, ma che invece ha prodotto l’effetto opposto.

“Le scelte dell’assessore Tommaso Ferrari stanno producendo l’effetto opposto rispetto a quello dichiarato: più traffico, più congestione, più emissioni”, denuncia il senatore di FdI, parlando di decisioni ideologiche, scollegate dalla realtà urbana e dalle esigenze quotidiane di cittadini, lavoratori e imprese.

Il riferimento è al modello della “città dei cinque minuti”, che secondo Gelmetti a Verona si è trasformato in una caricatura. “Verona, anziché diventare la città dei cinque minuti, dove ci si può muovere agevolmente per raggiungere servizi e luoghi di lavoro, è diventata la città in cui si percorrono cinque metri in cinque minuti”, afferma il senatore, definendo il risultato un paradosso urbano che certifica il fallimento delle politiche sulla mobilità.

Nel mirino finisce anche l’assenza di alternative concrete. “Ridurre la mobilità privata senza offrire alternative credibili, penalizzare la viabilità senza potenziare in modo strutturale il trasporto pubblico, colpire chi lavora e si muove ogni giorno per necessità non è una politica ambientale”, sostiene Gelmetti, parlando di una scorciatoia ideologica che scarica i costi direttamente sui veronesi.

Il quadro descritto è quello di una città bloccata: “Auto ferme in coda, traffico rallentato, tempi di percorrenza sempre più lunghi e, di conseguenza, maggiori emissioni inquinanti. Altro che città sostenibile”.

Per il senatore di Fratelli d’Italia, la tutela dell’ambiente passa da dati, investimenti e pianificazione, non da provvedimenti punitivi e propagandistici. “Verona ha bisogno di meno slogan e più competenza, meno ideologia e più responsabilità”, conclude, avvertendo che “chi governa la mobilità cittadina non può permettersi di fare esperimenti sulla pelle dei cittadini mentre la città continua a respirare aria sempre più irrespirabile”.

Il messaggio finale è netto: “Verona merita politiche ambientali vere, non dogmi ideologici travestiti da green”.



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