Verona torna capitale dell’agricoltura. È partita ieri a Veronafiere la 117ª edizione di Fieragricola, la rassegna internazionale dedicata al comparto primario, in programma fino a sabato. Quattro giorni che riportano sotto i riflettori un settore che in Italia vale 77 miliardi di euro alla produzione primaria e arriva a 700 miliardi considerando l’intera filiera agroalimentare.
Un’edizione definita “Full Innovation”, come ha sottolineato il presidente di Veronafiere Federico Bricolo nel corso della cerimonia inaugurale, alla presenza del sottosegretario al Ministero dell’Agricoltura Patrizio Giacomo La Pietra, del vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio, del presidente della Regione Veneto Alberto Stefani, del sindaco di Verona Damiano Tommasi e delle principali istituzioni del territorio.
“In questi quattro giorni di Fieragricola il sistema agricolo è rappresentato a 360 gradi”, ha spiegato Bricolo, ricordando i numeri della manifestazione: 816 espositori, oltre 130 convegni, 11 padiglioni, 60mila metri quadrati di area espositiva e buyer provenienti da 28 Paesi. “Una rassegna nata nel 1898 all’insegna dell’avanguardia e che ha dato origine ad altre grandi manifestazioni come Fieracavalli, Vinitaly e Progetto Fuoco”.

Il tema della redditività delle imprese agricole è stato centrale negli interventi istituzionali. “Agricoltura e agroalimentare italiani non sono secondi a nessuno”, ha ribadito Centinaio, sottolineando le sfide legate a sostenibilità, formazione e filiera, con l’obiettivo di difendere il reddito degli agricoltori e favorire il ricambio generazionale.
Sul fronte degli investimenti, il sottosegretario La Pietra ha ricordato l’impegno del Governo: “Abbiamo messo a disposizione del settore oltre 15 miliardi di euro”, spiegando che le risorse hanno permesso di affrontare un 2025 complesso, tra tensioni internazionali, rischio dazi e ipotesi di tagli alla Politica agricola comune. Tra gli interventi citati figurano 4,5 miliardi per i contratti di filiera, 2,5 miliardi per l’agrisolare e oltre un miliardo di euro del piano Coltivaitalia, destinato alle filiere più deboli e alla formazione.
L’agricoltura come asset strategico anche per il Veneto. “Otto miliardi di produzione agricola e oltre 10 miliardi di export agroalimentare”, ha ricordato Stefani, evidenziando come oltre il 37% dell’export vitivinicolo nazionale sia veneto. Un settore che investe in tecnologia e sostenibilità, guardando al futuro.
Dal territorio è arrivato anche il richiamo del sindaco Tommasi, che ha posto l’attenzione su criticità strutturali come emergenza abitativa e carenza di manodopera, soprattutto nei mesi invernali. “È una questione che chiama in causa istituzioni, associazioni e imprese”, ha detto.
Ampio spazio infine alla voce delle organizzazioni agricole, da Confagricoltura Veneto a Cia-Agricoltori Italiani, fino a Copagri e Coldiretti Veneto, che hanno ribadito il ruolo di Fieragricola come piattaforma strategica per l’innovazione, il confronto internazionale e la tutela della qualità del Made in Italy.













