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Referendum sulla giustizia, a Verona nascono due comitati contrapposti

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La riforma della giustizia entra nel vivo anche a Verona e accende il confronto pubblico in vista del referendum costituzionale di marzo. Nel giro di pochi giorni, in città sono stati presentati due comitati cittadini, portatori di visioni diametralmente opposte sulla riforma della magistratura approvata dal Governo Meloni, nota come Legge Nordio.


Il Comitato per il “No”

Il primo appuntamento si è svolto giovedì 22 gennaio nella sala Delaini di Palazzo Barbieri, sede del Comune di Verona, dove è stato presentato ufficialmente il Comitato veronese “Società Civile per il no al Referendum costituzionale”.

Il Comitato nasce dall’adesione di sindacati, associazioni, giuristi e cittadini, con l’obiettivo di informare la popolazione sui contenuti della riforma e sui rischi per l’equilibrio costituzionale dei poteri. Al centro delle critiche vi sono la separazione delle carriere tra magistratura requirente e giudicante e il timore di una possibile subordinazione dell’ordine giudiziario al potere esecutivo.

Alla presentazione sono intervenuti, tra gli altri, Andrea Castagna, presidente provinciale Anpi, Guido Papalia, già procuratore capo a Verona e procuratore generale a Brescia, e Mario Faggionato, avvocato dell’associazione Giuristi Democratici.

Netta la posizione politica espressa dal Comitato in una dichiarazione congiunta: «Anche Verona si mobilita per respingere una riforma che nulla ha a che vedere con il buon andamento della giustizia e le garanzie dei cittadini, ma punta piuttosto a indebolire i controlli di legalità su chi esercita il potere».
Nella stessa presa di posizione vengono richiamati altri interventi normativi recenti, «a partire dall’abrogazione del reato di abuso d’ufficio, la riscrittura del reato di traffico di influenze, la stretta sulle intercettazioni e via elencando».
Da qui la conclusione politica: «Per questo diciamo che il “no” al referendum confermativo, è un voto a difesa della giustizia, della Costituzione, della democrazia».


Il Comitato per il “Sì”

A pochi giorni di distanza, sabato 24 gennaio alle ore 11, il fronte favorevole alla riforma presenterà in città il Comitato “Giustizia Sì!”, negli spazi del Mamma Mia Bistrot in piazza Bra.

Il Comitato è promosso dal Partito Liberaldemocratico, guidato a livello nazionale dall’onorevole Luigi Marattin, e nasce per sostenere le ragioni del al referendum previsto per il 22 e 23 marzo. Nella nota di presentazione, i promotori spiegano: «Siamo un gruppo di cittadine e cittadini che ha deciso di non restare a guardare, ma di mettersi in gioco su un tema che riguarda tutti: la giustizia».

Il documento insiste sulla pluralità delle esperienze coinvolte e su un approccio dichiaratamente non ideologico: «Le riforme vanno giudicate nel merito, non in base alle bandiere politiche o alle appartenenze di categoria».
Una linea che viene ribadita anche più avanti: «Il nostro Comitato nasce fuori dalle curve della maggioranza e dell’opposizione, fuori dalla contrapposizione tra magistrati e avvocati, e lontano da ogni ideologismo».

L’obiettivo dichiarato è quello di promuovere una scelta consapevole da parte degli elettori: «Vogliamo parlare di una giustizia più giusta, più equilibrata, più vicina ai diritti delle persone. Vogliamo dare a tutte e tutti gli strumenti per capire davvero cosa prevede la riforma e per scegliere in modo libero e consapevole al referendum». La conferenza stampa sarà anche l’occasione per illustrare le iniziative che il Comitato intende portare avanti sul territorio veronese nelle prossime settimane.


Con la nascita di questi due comitati contrapposti, Verona si prepara così a diventare uno dei luoghi centrali del dibattito sulla riforma della giustizia, in una campagna referendaria che si annuncia intensa e fortemente partecipata.



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