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VIDEO (0:59) – Polizia di Stato: laboratorio della droga in casa, arrestato tunisino a Verona

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Aveva una condanna definitiva da scontare e si nascondeva in casa della compagna. Ma nell’abitazione, oltre a lui, gli agenti hanno trovato anche un vero e proprio laboratorio per la preparazione della droga. È finita con un doppio arresto l’operazione condotta dalla Polizia di Stato a Verona.

Gli investigatori della Squadra Mobile, Sezione Catturandi, hanno arrestato un cittadino tunisino, classe 1988, destinatario di un provvedimento di carcerazione per l’espiazione di una pena pari a tre anni, quattro mesi e ventotto giorni di reclusione. L’uomo era attivamente ricercato nell’ambito delle attività di contrasto alla criminalità e di esecuzione di misure restrittive.

Nel corso della stessa operazione, è scattato anche l’arresto in flagranza di reato per detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio, che ha coinvolto sia l’uomo sia la compagna, cittadina italiana residente a Verona, classe 1987.

Gli agenti, impegnati nelle attività di localizzazione del ricercato, hanno concentrato l’attenzione sull’abitazione della donna. Durante la perquisizione domiciliare, la compagna ha inizialmente dichiarato di essere sola in casa. Un’affermazione smentita di lì a poco: l’uomo è stato infatti trovato nascosto all’interno del vano contenitore di un letto.

Le successive perquisizioni personali e domiciliari hanno portato alla scoperta del cuore dell’attività illecita: oltre due etti di cocaina ed eroina, parte dei quali già pronti per lo spaccio. La droga era collocata su un tavolo appositamente allestito, completo di materiale per il taglio e il confezionamento delle singole dosi, configurando un vero e proprio laboratorio domestico.

Alla luce degli elementi raccolti, l’uomo è stato arrestato sia per l’esecuzione della pena detentiva sia per il nuovo reato di spaccio. Stessa accusa anche per la compagna.

Al termine delle formalità di rito, entrambi sono stati condotti presso la Casa circondariale di Verona-Montorio, dove restano a disposizione dell’Autorità giudiziaria.



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