Chi farà il Presidente dopo Mattarella? Ovviamente tra i papabili ci sono politici esperti e tecnocrati, uomini di partito e uomini delle istituzioni per cui dire con certezza chi verrà chiamato a rimpiazzare il Presidente Mattarella è al momento impossibile.
Si può, però, cominciare a pensare al profilo politico o istituzionale di un eventuale Presidente guardando ai profili dei Presidenti recenti, quelli cioè che, da Cossiga in poi, si sono succeduti alla più alta carica dello Stato, nel corso di quella che viene chiamata, più o meno correttamente, la Seconda Repubblica.
Nel corso della cosiddetta Seconda Repubblica abbiamo avuto cinque Presidenti: Cossiga, Scalfaro, Ciampi, Napolitano e Mattarella. Ad eccezione di Cossiga che fu eletto Presidente a soli 57 anni, tutti i Presidenti italiani avevano più di settant’anni al momento della loro elezione: Scalfaro e Mattarella avevano 74 anni, Ciampi 79 e Napolitano 81. Ad eccezione di Ciampi, che si era laureato in lettere, tutti gli altri presidenti avevano studiato giurisprudenza.
Due dei cinque presidenti (Cossiga, Mattarella) sono stati professori universitari, Ciampi un banchiere, Scalfaro un magistrato e Napolitano un politico.
Tutti hanno avuto incarichi politici, di governo e istituzionali. Tutti sono stati ministri almeno una volta, quattro di loro sono stati più volte ministri, tre di loro sono stati a capo del Ministero degli Interni (Cossiga, Scalfaro, Napolitano), due sono stati Presidenti della Camera (Scalfaro, Napolitano), due sono stati almeno una volta Presidenti del Consiglio (Cossiga, Ciampi), uno è stato presidente del Senato (Cossiga), uno è stato giudice costituzionale (Mattarella), e uno è stato governatore della Banca d’ Italia (Ciampi).
Chi ha oggi un profilo simile a quello dei Presidenti recenti?
Innanzitutto Giuliano Amato: giurista, professore, giudice costituzionale, Presidente della Corte Costituzionale, già Ministro degli Interni, e due volte Presidente del Consiglio.
Poi Romano Prodi: economista, accademico, Presidente della Commissione Europea, ex Ministro e due volte Presidente del Consiglio.
Mario Monti, anch’egli economista, accademico, due volte commissario europeo e Presidente del Consiglio e oggi senatore a vita.
A giocare contro questi tre presidenziabili c’è il fattore anagrafico: sono tutti più anziani del Presidente più anziano eletto finora. Napolitano fu eletto a 81 anni, Monti ne ha 82, Prodi va per gli 87 e Amato per gli 88. E prima che possano assurgere alla Presidenza devono ancora aspettare fino alla fine del mandato, nel 2029, o fintanto che il Presidente Mattarella deciderà di continuare in questo ruolo.
Ci sarebbe poi Mario Draghi: economista, accademico, banchiere (essendo stato, come Ciampi, governatore della Banca d’Italia, ma anche Presidente della Banca Centrale Europea) e ovviamente Presidente del Consiglio.
Draghi rimane il candidato attualmente più presidenziabile per preparazione, pedigree, e curriculum. I suoi critici nel 2022 si lamentavano che non fosse un politico o un giurista sottolineando come il Presidente della Repubblica sia, tra le altre cose, il garante della Costituzione. Draghi ha dimostrato, da Presidente del Consiglio, di sapersi muovere da politico navigato. Quanto al fatto che non sia un giurista, è una critica pretestuosa visto che nè Ciampi in tempi recenti nè Luigi Einaudi, agli albori della Repubblica, erano giuristi.
Il vero ostacolo all’eventuale elezione di Draghi è l’età. Draghi ha 78 anni e alla scadenza del secondo mandato di Mattarella ne avrà quasi 82—più di quanti ne avesse Napolitano nel 2006.
Per cui si potrebbe pensare a qualcuno di più giovane, con lunga esperienza politica e istituzionale – cosa che metterebbe Pierferdinando Casini in pole position per la presidenza.
Prof. Riccardo Pelizzo













