Un viaggio immersivo che attraversa settant’anni di storia olimpica, unendo memoria e futuro. È stata inaugurata negli spazi della Camera di Commercio di Verona, in corso Porta Nuova 96, la mostra “Sport e montagna tra tradizione e innovazione. Cortina d’Ampezzo. Le due Olimpiadi”, terza tappa di un percorso itinerante che accompagna il conto alla rovescia verso i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.
L’esposizione, visitabile gratuitamente fino all’8 febbraio dalle 10 alle 18, mette in dialogo le Olimpiadi “della rinascita” del 1956 con quelle del 2026, caratterizzate da nuove tecnologie e sostenibilità, attraverso un racconto fatto di sport, paesaggio, turismo e cultura. Un filo rosso che lega due epoche diverse ma unite dallo stesso spirito olimpico.
Curata dall’architetto Ugo Soragni e promossa da REGIONE DEL VENETO, Comune di Cortina d’Ampezzo, Longarone Fiere Dolomiti, Fondazione Cortina, Venicepromex e Sistema Camerale Veneto, la mostra propone un mix di ambienti multimediali e oggetti storici: una fiaccola olimpica originale del 1956 affiancata a quella del 2026, un bob degli anni Cinquanta, poster, fotografie, plastici e progetti delle infrastrutture, oltre a video d’epoca e cinegiornali dell’Istituto Luce che raccontano la Cortina mondana e sportiva del dopoguerra.
All’inaugurazione hanno partecipato Diego Ruzza, assessore ai Trasporti, Mobilità e Lavori Pubblici della REGIONE DEL VENETO, Paolo Arena, presidente della Camera di Commercio di Verona, Stefano Umberto Longo, presidente di Fondazione Cortina, Franco Conzato, vicepresidente di Longarone Fiere Dolomiti e amministratore delegato di Venicepromex, il sindaco Damiano Tommasi, Flavio Massimo Pasini, presidente della Provincia di Verona, e il curatore Ugo Soragni.
“1956 2026: settant’anni dopo, il sogno olimpico torna in Veneto – afferma Diego Ruzza –. I Giochi di Milano Cortina rappresentano un’opportunità storica per la nostra regione, non solo per celebrare lo sport, ma soprattutto per lasciare un patrimonio duraturo alle generazioni future. La vera legacy non sarà soltanto nell’evento in sé e nella visibilità globale del nostro territorio ma nelle infrastrutture che grazie ai Giochi prenderanno finalmente forma”.
Sottolinea il valore strategico dell’evento anche Paolo Arena:
“L’esposizione promuove i valori olimpici e offre ai visitatori un’esperienza che integra storia, cultura e sport nella città di Verona, scelta come sede della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi e di apertura delle Paralimpiadi invernali 2026. Iniziative di questo livello confermano l’attrattività e la centralità della nostra provincia”.
Uno sguardo al passato e uno al futuro, come evidenzia Stefano Longo, presidente di Fondazione Cortina:
“Dopo Longarone e Padova, anche Verona diventa luogo di incontro e racconto, dove celebrare le straordinarie Olimpiadi del 1956 e allo stesso tempo guardare ai Giochi del 2026 e all’eredità che lasceranno al nostro territorio”.
La mostra è articolata in sei sezioni tematiche, dallo scenario dolomitico alla Cortina mondana, dall’Olimpiade del 1956 fino alla “Olimpiade verde” del 2026, offrendo ai visitatori un’esperienza capace di avvicinare la città scaligera al grande sogno olimpico che, tra poche settimane, entrerà nel vivo.
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