“Mercato uguale a regole uguali”. È questo il principio che Stefano Valdegamberi, consigliere regionale della Lega, rilancia con forza nel dibattito europeo su commercio internazionale e agricoltura, puntando il dito contro le politiche dell’Unione Europea.
“Dobbiamo riaprire i mercati con la Russia. Le sanzioni hanno prodotto danni enormi al comparto agricolo europeo e italiano, senza offrire reali benefici ai nostri produttori”, afferma Valdegamberi, criticando una linea che – secondo il consigliere – ha penalizzato soprattutto le imprese agricole.
Nel mirino anche l’accordo UE–Mercosur, che rischia di aprire il mercato europeo a prodotti provenienti dal Sud America senza le stesse garanzie richieste agli agricoltori europei. “Da anni abbiamo chiuso o fortemente ridotto sbocchi fondamentali per l’export agricolo europeo, mentre oggi l’Unione Europea si prepara ad aprire il proprio mercato a prodotti provenienti dal Mercosur, realizzati con regole ambientali, sanitarie e sociali molto più deboli rispetto a quelle imposte ai nostri agricoltori. È una contraddizione inaccettabile”.
Il consigliere leghista rivendica una battaglia che definisce coerente con la propria storia politica: “Il principio dovrebbe essere semplice e chiaro: mercato uguale a regole uguali. È stato uno dei miei slogan elettorali e resta oggi più valido che mai. Invece stiamo facendo l’esatto contrario: imponiamo vincoli sempre più stringenti ai produttori europei e apriamo le porte a importazioni che non rispettano gli stessi standard”.
Secondo Valdegamberi, l’accordo UE–Mercosur favorirebbe grandi colossi agricoli sudamericani a discapito delle imprese familiari italiane: “Favorirebbe aziende di oltre 100 mila ettari, esporrebbe i consumatori europei a prodotti ottenuti con pesticidi vietati in Europa, ormoni e antibiotici non adeguatamente controllati, e aggraverebbe la distruzione di ecosistemi come l’Amazzonia e il Chaco, oltre alle violazioni dei diritti dei lavoratori e delle comunità locali”.
Neppure le risorse annunciate da Ursula von der Leyen convincono il consigliere regionale: “Non bastano i 45 miliardi promessi dalla presidente Von der Leyen. La questione non è economica, ma politica e morale: vogliamo davvero difendere la salute dei cittadini, l’ambiente e l’agricoltura italiana, oppure siamo disposti a metterli in vendita in nome del liberismo?”.
La conclusione è un appello diretto all’Europa: “Il libero scambio applicato all’agricoltura senza regole comuni produce solo terra bruciata. L’Europa deve cambiare rotta: riaprire i mercati dove esisteva domanda per i nostri prodotti, come quello russo, e garantire che ogni apertura commerciale avvenga nel rispetto del principio fondamentale di equità: stesse regole, stesso mercato”.













