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All’Anagrafe il Presepe della Concordia: il Natale che unisce nasce dal carcere di Montorio

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Un Natale di inclusione, dialogo e speranza accoglie cittadini e cittadine all’ingresso dell’Anagrafe di via Adigetto, dove dal 23 dicembre è allestito il Presepe della Concordia, realizzato dai detenuti della casa circondariale di Montorio.

Un’opera simbolica e fortemente evocativa, costruita recuperando oggetti di scarto – come scatole da scarpe fornite dall’azienda Boscaini – e materiali naturali e di recupero quali legno, corteccia, muschio e carta. Un presepe che racconta il Natale andando oltre le tradizioni più consuete.

L’allestimento riunisce infatti otto luoghi di culto, rappresentando persone e comunità di diversi credi: tempio buddista, chiesa francescana, capanna animista, moschea, sinagoga, pagoda shintoista, casa di atei e grotta per antichi culti pagani. A completare il racconto simbolico, una cascata e un fiume, immagine dell’acqua come fonte di vita, e infine la Natività, che richiama il valore universale della famiglia.

“E’ un presepe che accoglie tutte le religioni e tutti i popoli quello che abbiamo scelto di allestire all’anagrafe, luogo che ogni giorno vede il passaggio di tantissimi cittadini e cittadine veronesi e non solo – spiega l’assessora ai Servizi sociali Luisa Ceni –. E’ un messaggio di inclusione che non solo valorizza uno dei simboli del Natale ma che dà anche visibilità ai detenuti che stanno compiendo un percorso di recupero”.

Un messaggio che arriva forte anche dal carcere di Montorio. “Il Comune ha dimostrato grande sensibilità e attenzione accogliendo la nostra proposta di accrescere la visibilità dei detenuti attraverso i presepi da loro realizzati – dichiara la direttrice del carcere di Montorio Maria Grazia Bregoli –. Un modo per pensare diversamente al carcere: luogo nel quale i detenuti che stanno scontando una pena si impegnano per dare qualcosa di bello alla comunità”.

Fondamentale anche il coinvolgimento del mondo imprenditoriale e associativo. “E’ l’occasione per mettere insieme realtà imprenditoriali, associazioni e amministrazioni pubbliche del territorio, al fine di valorizzare le opere dei detenuti e dare alla cittadinanza un segno della loro volontà di recuperare”, sottolinea Luca Boscaini.

Il progetto ha preso forma grazie all’impegno dell’associazione MicroCosmo. “Abbiamo colto con entusiasmo l’opportunità di questo progetto creando un laboratorio in carcere dove i detenuti hanno potuto realizzare presepi da consegnare alla cittadinanza – spiega Paola Tacchella –. Il laboratorio è stato molto apprezzato dai detenuti, che hanno ritrovato in quelle ore passate a realizzare i presepi momenti di serenità”.

Il Presepe della Concordia rientra nel progetto di inclusione Presepi in scatola, sostenuto quest’anno dal Comune di Verona nell’ambito del Natale diffuso, che ha previsto anche l’esposizione di piccoli presepi nelle otto Circoscrizioni cittadine.

Un Natale che parla di dignità, recupero e comunità, e che da un luogo spesso invisibile come il carcere riesce ad arrivare al cuore della città.



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