Un pezzo di storia che torna a respirare, grazie alla cittadinanza attiva e alla collaborazione tra istituzioni e scuole. Il Parco di Villa Pullè si arricchisce di nuove aree riqualificate, restituite alla città dopo anni di degrado e oggi finalmente nuovamente fruibili dai cittadini.
Il risultato arriva da un accordo con il Comune di Verona e da un progetto condiviso che ha visto protagonisti l’Istituto Gresner insieme agli studenti degli Istituti Berti e Stefani-Bentegodi, coinvolti all’interno di un vero e proprio Patto di Comunità. Un esempio concreto di come scuola, territorio e amministrazione possano lavorare insieme per prendersi cura dei beni comuni.
Tra gli interventi più significativi c’è il recupero di una nuova area verde del parco e di un tratto storico del Viale del Re, l’antico sentiero che collegava la stazione del Chievo alla villa. Un percorso oggi di nuovo percorribile, grazie a lavori di pulizia e riordino che hanno restituito dignità a uno spazio simbolico della città.
Un’operazione che va oltre la semplice manutenzione: qui si parla di recupero della memoria storica e di restituzione di luoghi identitari alla collettività.
A sottolineare il valore del progetto è l’assessora alle Politiche educative Elisa La Paglia, che mette l’accento sul lavoro di squadra e sulle prospettive future: «Grazie al lavoro degli istituti Berti e Stefani Bentegodi e del Gresner, abbiamo guadagnato e ricostruito un altro pezzo storico del Parco di Villa Pullè. A seguito dei lavori di pulizia e riordino oggi è possibile ripercorrere il ‘Viale del Re’, un sentiero che collegava la stazione del Chievo alla Villa storica».
Lo sguardo, però, è già proiettato oltre: «L’ambizione è quella di proseguire i lavori anche sulla parte di proprietà della Provincia perché, pur essendo frazionata tra più soggetti e istituzioni, quest’ampia proprietà ha bisogno di una visione comune per poter ridare alla città l’utilizzo del parco nella sua interezza».
Villa Pullè diventa così un laboratorio di buone pratiche, dove educazione, cura del territorio e partecipazione attiva si intrecciano. Un progetto che non solo restituisce spazi verdi alla città, ma rafforza il legame tra i giovani e il patrimonio urbano, dimostrando che il recupero dei luoghi passa anche dall’impegno diretto delle nuove generazioni.
Un altro tassello, insomma, verso una Verona che riscopre e valorizza i suoi spazi storici, partendo dal basso e guardando lontano.
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