Altro che montagne russe mediatiche. La stagione 2025 del Lago di Garda (sponda veronese e non solo) si chiude con un messaggio chiaro: la destinazione resta solida, internazionale e con una spesa turistica in crescita. A dirlo non sono “sensazioni” o l’umore del giorno, ma un incrocio di dati integrati che prova a rimettere ordine nel rumore di fondo: prima l’allarme overtourism, poi la narrazione opposta del “lago svuotato”. Nel mezzo, la realtà.
Il punto è stato messo nero su bianco oggi a Garda, nella cornice di Palazzo Carlotti, durante la conferenza stampa di Destination Verona & Garda Foundation con i numeri dell’Osservatorio Turistico Verona Garda. Presenti il presidente e il direttore di DVG Paolo Artelio e Luca Caputo, il presidente di Federalberghi Garda Veneto Ivan De Beni, il sindaco di Garda Davide Bendinelli e per Faita Federcamping Nordest Martin Kainz. In sala anche amministratori e rappresentanti economici del territorio, tra cui la neo eletta consigliera regionale Claudia Barbera (in attesa di ufficialità), il sindaco di Bardolino Daniele Bertasi, la sindaca di Ferrara di Monte Baldo Carla Giacomazzi e il sindaco di Brenzone Paolo Formaggioni.
Più cultura del dato, meno “impressioni”
Il cuore della conferenza è stato proprio questo: responsabilizzare il territorio sull’uso dei numeri e arrivare a una regia unitaria della comunicazione. Artelio lo dice chiaramente: “La nascita dell’Osservatorio, così come prevista dal piano strategico, risponde a due obiettivi chiari,” spiega il presidente di Destination Verona & Garda Foundation Paolo Artelio. “Da un lato quello di coordinare la comunicazione e responsabilizzare gli operatori rispetto all’uso dei dati, evitando che impressioni personali o andamenti delle singole attività vengano scambiati per tendenze dell’intera destinazione. Serve una maggiore cultura del dato, ed è per questo che Destination ha scelto di farsi carico della creazione dell’Osservatorio, sottoscrivendo anche un protocollo con le categorie economiche, che ringraziamo. Dall’altro lato, puntiamo a rafforzare l’utilizzo dei dati in chiave strategica, affinché diventino uno strumento che aiuta a prendere decisioni consapevoli, anticipando fenomeni, flussi e comportamenti dei visitatori”.
Hotel: occupazione stabile e settembre “da urlo”
Sul fronte alberghiero, il campione analizzato è robusto: 93 hotel per 7.729 posti letto (31 strutture Alto Lago, 62 Basso Lago). Da gennaio a novembre il tasso di occupazione è al 72,8%, leggermente sopra il 2024; nella stagione piena (marzo-ottobre) si arriva al 73,2% con mesi tra maggio e settembre vicino all’80%. Settembre spicca: 87% di occupazione.
La provenienza conferma un Garda “mondiale”: Germania al 39,1%, Italia al 18,7%, Regno Unito al 12,6%, poi Austria, Svizzera e Paesi Bassi. Durata media: 5,2 notti (con punte estive vicine a sei).
Per Ivan De Beni il dato è doppio: tenuta dei volumi e necessità di raccontarli meglio, senza farsi male da soli. “Questa, come avevamo anticipato, non sarà ricordata come la stagione dei record,” dice il Presidente di Federalberghi Garda Veneto Ivan De Beni “ma conferma la forza della nostra destinazione. In un contesto internazionale segnato da instabilità e da conflitti che incidono sugli equilibri economici, non era affatto scontato riuscire a mantenere volumi così solidi. I mercati tradizionali hanno continuato a sceglierci. Il mercato tedesco, nonostante si temesse un forte calo, ha registrato solo qualche punto in meno e resta il nostro primo mercato. A questo si aggiunge il buon andamento del mercato inglese e la crescita importante dei Paesi dell’Est Europa, in particolare della Polonia, che negli ultimi anni sta mostrando non solo un incremento dei flussi ma anche una capacità di spesa superiore alle attese.
“Nel complesso, il 2025 è stato un anno positivo, pur con alcune criticità. Anche questa stagione è stata segnata da campagne e attacchi infondati che hanno avuto un impatto, seppur contenuto, sulla percezione della destinazione: penso agli infondati allarmi sull’overtourism prima e sulla zanzara poi, bolle destinate a sgonfiarsi non prima però di aver creato danni. Situazioni come queste ci ricordano quanto sia necessario rafforzare il lavoro sulla comunicazione esterna e puntare su una regia coordinata che permetta di raccontare in modo corretto e tempestivo la realtà della nostra destinazione. È un impegno prioritario per il futuro”.
Natale e Capodanno: segnali buoni, ma poche strutture aperte
Sulle festività (19 dicembre – 5 gennaio) i numeri preliminari mostrano un dato occupazionale in crescita: +0,7 punti nel Garda veneto rispetto al 2024, con media 31,6% e un Basso Lago a 28,5% (+2,3). Picchi: notte del 27 dicembre al 38%, Capodanno al 55% (leggermente sotto la stessa data di osservazione 2024). Interessante lo scatto nei primi giorni del 2026: +8 punti medi rispetto al 2024/2025.
De Beni fotografa l’atmosfera: “Per il periodo natalizio,” conferma De Beni “stiamo registrando segnali molto positivi. Le prenotazioni stanno entrando con buon ritmo e, in particolare per Capodanno, si percepisce un’aria favorevole: le poche strutture aperte durante l’inverno – circa il 10-15% del totale – presentano già un’ottima occupazione. Gli hotel che organizzano internamente il cenone di San Silvestro hanno quasi raggiunto il tutto esaurito. Rimane ancora qualche disponibilità per Natale, ma essendo soltanto il 10 dicembre è lecito aspettarsi di arrivare a un livello molto alto di riempimento, attorno al 90-95%. È un risultato che ci rende soddisfatti, soprattutto in chiusura di una stagione che, nel complesso, ha tenuto molto bene.
Affitti turistici: cresce l’extralberghiero e si allunga la stagione
Lato affitti turistici, il campione Lighthouse è enorme: 10.245 proprietà (24.721 posti letto). Da gennaio a ottobre occupazione media 45%, con estate oltre 60%. Aumentano sia le camere occupate (+334.070) sia le notti prenotate (+174.485), con soggiorno medio 5,53 notti. Nazionalità prevalenti: Italia, Germania, Regno Unito.
Campeggi: soggiorni lunghi e pubblico estero
Nel mondo open air, l’occupazione media stagionale è 72,6%, oltre l’80% da giugno a settembre. Soggiorno medio 9,3 notti (oltre 10 nei mesi top). Dominano i mercati esteri: Germania 58,2%, Paesi Bassi 14,4%, Italia 6,3%.
E qui entra anche il tema tecnologia: “Nella sponda veneta del lago di Garda, che si conferma meta di grande appeal per gli amanti del turismo all’aria aperta, emerge il profilo di un ospite sempre più tecnologico, considerato che le prenotazioni nell’open air avvengono per la maggior parte direttamente nei siti web delle strutture,” afferma Alberto Granzotto, Presidente Faita Federcamping.
“I dati sottolineano inoltre un aumento intorno ai 10 punti percentuali di questo canale di vendita rispetto al 2024, un trend in crescita che deve farci riflettere sull’importanza della conoscenza e dell’utilizzo delle nuove tecnologie, sia in fase di promozione delle strutture che di prenotazione diretta da parte dei turisti… La permanenza media che nei mesi di alta stagione supera le 10 notti, dimostra come il nostro sia un turismo slow che valorizza il territorio”.
Spesa turistica: 82% dall’estero, agosto “triplo” rispetto al 2022
Il termometro economico più interessante è la spesa turistica (transazioni Mastercard): 82% del volume totale da carte estere, 18% domestico. L’indice cresce in quasi tutti i mesi; agosto tocca 306, cioè tre volte la media mensile del 2022 (anno base). La Germania pesa per il 49,1% del transato estero, seguita da Paesi Bassi (12,5%) e Austria (8,5%). Sul fronte italiano guida la Lombardia (41%), poi Trentino-Alto Adige (11%) ed Emilia-Romagna (10,8%).
Il sindaco Bendinelli guarda avanti: “Il nostro territorio ha saputo mantenere risultati importanti,” ha detto Bendinelli “nonostante il mercato non abbia ancora ritrovato una piena stabilità… Oggi non è più così: dobbiamo impegnarci per attrarre i viaggiatori, investire in promozione e marketing, consolidare la nostra presenza nei mercati e rafforzare l’immagine del lago. Se non lo facciamo, rischiamo di perdere competitività…”.
Eventi: l’arma per destagionalizzare
Dai ponti e festività tedesche (fine maggio–giugno) al Triathlon, dai grandi appuntamenti musicali di luglio alla Festa dell’Uva (fine settembre-inizio ottobre), gli eventi hanno lasciato tracce misurabili su occupazione, ricavi e spesa. Il messaggio è chiaro: il Garda veneto non è più solo “luglio e agosto”, ma una destinazione che può allungare la stagione se sa programmare e coordinare.
Come funziona l’Osservatorio e il “cervello” digitale della destinazione
L’Osservatorio Turistico Verona Garda integra HBenchmark, Lighthouse e Mastercard, affiancati dall’Osservatorio Regionale Veneto: alberghi/open air, affitti turistici e impatto economico reale. A questo si aggancia il Destination Management System con oltre 300 esperienze acquistabili.
Luca Caputo lo spiega così: “Il lavoro che stiamo portando avanti consente di integrare i dati dell’Osservatorio con le informazioni che stanno arrivando dal nuovo sistema di prenotazione del Destination Management System,” ha spiegato il direttore di DVG Luca Caputo. “Attraverso il portale ufficiale e un catalogo che oggi supera le 300 esperienze acquistabili direttamente dal visitatore, stiamo iniziando a leggere in modo preciso quali prodotti funzionano, cosa piace davvero, quanto si è disposti a spendere. Sono dati concreti, non basati su percezioni, che arricchiscono la nostra capacità di conoscere il territorio e di orientare le strategie future…”.
E sul tema comunicazione unitaria, Artelio chiude (con un passaggio che apre la strada a un protocollo condiviso): “Durante le ultime stagioni -conclude il presidente Artelio- è emersa in modo pressante la necessità di una comunicazione chiara, precisa e soprattutto unitaria…”.













