Un nuovo appuntamento con la storia e l’identità cittadina. Martedì 16 dicembre, alle 17.30, la Società Letteraria di Verona ospita un nuovo incontro del ciclo Veronesi Illustri, dedicato alla figura dello storico dell’arte Antonio Avena, protagonista assoluto della trasformazione culturale e museale della città nel Novecento.
L’iniziativa è promossa dall’Associazione Consiglieri comunali Emeriti di Verona, in collaborazione con la Società Letteraria di Verona e con l’Università di Verona – Dipartimento Culture e Civiltà, con il patrocinio della Presidenza del Consiglio Comunale. L’incontro si terrà nella sala Montanari, in piazzetta Scalette Rubiani 1.
Relatrice sarà la dott.ssa Antonella Arzone, che ripercorrerà la vita e l’opera di Antonio Avena (Verona 1882 – Verona 1967), uomo chiave nella costruzione dell’immagine monumentale e scenografica della Verona contemporanea.
Direttore del Museo Civico dal 1920 al 1955, Avena ha segnato un’epoca: con energia, visione e talvolta scelte coraggiose, ha ridisegnato l’assetto museale della città, separando e valorizzando i patrimoni naturalistico, archeologico, artistico e storico. Un lavoro che ha contribuito in modo decisivo a rendere Verona una delle principali mete turistiche italiane.
Nato in una famiglia di commercianti, laureato in lettere a Padova nel 1904 con una tesi su Petrarca, Avena iniziò la carriera come insegnante all’Accademia Cignaroli e al liceo Maffei, per poi approdare alla Biblioteca Civica e quindi alla direzione museale. Da lì prese avvio una stagione di profonde trasformazioni: dal trasferimento dei reperti archeologici nell’ex convento dei Gesuati presso il Teatro Romano, al recupero di Castelvecchio come sede della pinacoteca cittadina, fino alla collocazione del Museo del Risorgimento a Palazzo Forti.
Fondamentale anche il suo impegno nel restauro degli edifici simbolo dell’età scaligera, come il palazzo in piazza dei Signori, e nella creazione di veri e propri “musei di ambientazione”, tra cui la celebre Casa di Giulietta, concepita secondo un preciso progetto culturale e narrativo.
Sul fronte romano, il suo nome è legato allo scavo e alla valorizzazione del Teatro Romano, al ripristino dell’Arco dei Gavi e di Porta Leoni, nonché all’uso sistematico dell’Arena di Verona per le stagioni liriche, anche attraverso la collaborazione alle scenografie.
L’accesso alla sala sarà consentito fino a esaurimento posti; si invita il pubblico a presentarsi almeno 15 minuti prima dell’inizio. L’incontro sarà trasmesso anche in diretta streaming audio-video sul sito della Società Letteraria di Verona e resterà disponibile successivamente in podcast.
Un’occasione preziosa per riscoprire una figura che ha lasciato un’impronta profonda e duratura nel volto culturale di Verona.













