Vittoria sudata, pesantissima, di quelle che valgono molto più dei semplici tre punti. L’Hellas Verona espugna il Franchi battendo 2-1 la Fiorentina grazie a una doppietta decisiva di Orban, con il gol vittoria arrivato al terzo minuto di recupero. Un blitz che porta i gialloblù a quota 12 punti, rilanciando con forza la corsa salvezza.
Zanetti conferma in blocco l’undici visto contro l’Atalanta. Davanti, nonostante un fastidio al ginocchio, Mosquera fa coppia con Giovane, mentre a centrocampo il faro è Al-Musrati, affiancato da Niasse e Bernede. L’avvio è intenso, con la Fiorentina subito aggressiva, ma la prima vera occasione è dell’Hellas: Bernede scarica un destro violento che si stampa sulla traversa. I viola rispondono con Kean, prima alto di poco, poi neutralizzato da un attento Montipò.
Il match cambia al 30’: Giovane è costretto ad alzare bandiera bianca per una distorsione alla caviglia destra. Al suo posto entra Orban, e sarà una mossa decisiva. La Fiorentina continua a spingere, Mandragora va vicino al gol, ma al 42’ è il Verona a colpire: Al-Musrati pesca Orban in verticale, controllo e conclusione precisa. 1-0 Hellas all’intervallo.
Nella ripresa Zanetti corre ai ripari inserendo Gagliardini per Niasse, ammonito. I viola ripartono forte: Ranieri sfiora il pari con una deviazione che colpisce la parte alta della traversa, poi è ancora Montipò a dire no a Fagioli. L’Hellas soffre ma resta in partita. Dentro Sarr per Mosquera, mentre Orban spreca di testa una grande occasione per il raddoppio.
Il pareggio arriva in modo beffardo: su una respinta di Montipò, il pallone carambola addosso a Nuñez e finisce in rete. Autogol sfortunatissimo, è 1-1. Nel finale entrano Valentini e Serdar, cresce la tensione e Zanetti viene espulso.
Quando il pareggio sembra scritto, ecco l’episodio che cambia tutto: al 93’, Bernede arriva sul fondo e mette dentro un pallone perfetto, Orban è il più rapido di tutti e firma il 2-1 definitivo. Esplode la panchina gialloblù, silenzio al Franchi.
Un successo che vale oro, per classifica e morale. L’Hellas Verona c’è, lotta, soffre e colpisce. E con un Orban così, la salvezza non è più solo una speranza.













