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Valdegamberi (Lega): “No al maxi-prestito UE all’Ucraina. Prima la sanità italiana, serve una svolta di pace”

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Stefano Valdegamberi


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Il consigliere regionale Stefano Valdegamberi (Lega Veneto) interviene con durezza contro la proposta dell’Unione Europea di concedere all’Ucraina un maxi-prestito da 210 miliardi di euro, esprimendo pieno sostegno alle posizioni del vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini.

Secondo Valdegamberi, la quota stimata per l’Italia – 25,1 miliardi di euro, equivalente all’intera manovra finanziaria del 2025 – sarebbe un onere insostenibile:
“Garantire un prestito che non sarà mai rimborsato significa, di fatto, farsene carico. Significa mettere a rischio i conti del nostro Paese per sostenere una strategia che continua ad alimentare corruzione in Ucraina e un business delle armi che arricchisce pochi e impoverisce milioni di cittadini europei”.

“Prima gli italiani: la sanità è al collasso”

Il consigliere denuncia lo stato del sistema sanitario nazionale, contrapponendolo alle richieste europee:
“Mentre si chiede all’Italia di coprire somme colossali, milioni di cittadini non riescono più ad accedere in tempi adeguati alle cure: liste d’attesa interminabili, pronto soccorso al collasso, ospedali senza personale. È qui che vanno destinati i soldi degli italiani, non in un conflitto che l’UE continua ad alimentare senza una visione di pace”.

Critiche alla linea europea e appello al Governo

Valdegamberi accusa Bruxelles di portare avanti una politica “bellicista”, indicando in leader come Kaja Kallas i simboli di un approccio basato sull’escalation e non sulla diplomazia.

Per questo chiede al Governo italiano di prendere una posizione netta:
“Serve un atto autentico di discontinuità. L’Italia non può seguire automaticamente una strategia che prolunga il conflitto e grava sulle nostre finanze”.

“Guardare al piano di pace di Trump”

Il consigliere rilancia infine l’idea di aprire una nuova fase diplomatica:
“L’Italia deve aderire al piano di pace proposto dal presidente Donald J. Trump, avviare un processo negoziale realistico e rompere con una politica europea che parla di pace ma pratica la guerra”.

La conclusione

Valdegamberi chiude con un messaggio diretto:
“Prima gli italiani, prima la nostra sanità, prima la nostra sicurezza economica. Il Veneto e l’Italia hanno bisogno di una visione di pace, non di un’altra stagione di sacrifici imposti dall’alto”.



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