Serata tutta dedicata alla riforma della giustizia, ieri, nella sala Ater di Verona, dove il Viceministro alla Giustizia del Governo Meloni, Francesco Paolo Sisto (Forza Italia), è intervenuto accanto all’europarlamentare Flavio Tosi, coordinatore regionale del Veneto di Forza Italia e capolista del partito in tutte le circoscrizioni alle regionali del 23-24 novembre.
Con loro anche il senatore Pierantonio Zanettin, la deputata Paola Boscaini (entrambi FI) e i penalisti Paola Rubini, Lorenzo Zilletti e Vittore d’Acquarone, chiamati a entrare nel merito tecnico della riforma che punta a separare le carriere tra Pm e giudici e a cambiare il volto del Csm.
Al centro del confronto, i tempi dei processi e il nodo – politico e culturale – della “giustizia giusta”. Tosi ha rivendicato il ruolo di Forza Italia:
“I cittadini e le imprese vogliono tempi della giustizia certi e processi rapidi. Forza Italia è in prima linea su questo fronte, anche utilizzando i fondi del PNRR. E stiamo ottenendo risultati perché i dati parlano di una riduzione dei tempi già in atto del 29%. E la riforma della giustizia che Fi ha voluto e che abbiamo approvato in Parlamento separa le carriere tra Pm e Giudici ed elimina le correnti politiche nel Csm. Significa andare verso una giustizia giusta e non politicizzata”.
Sisto ha ricordato che la riforma, appena approvata in Parlamento, approderà al referendum costituzionale nel 2026:
“E’ una riforma per i cittadini, che si sentono più protetti e rassicurati con un giudice che, grazie alle separazioni delle carriere tra organi giudicanti e inquirenti, sarà terzo e imparziale, senza più contaminazioni e nessun tipo di rapporto con le parti processuali, cioè accusa e difesa”.
Il Viceministro ha insistito anche sull’impatto interno alla magistratura:
“Ma, questa riforma è a favore degli stessi magistrati, che attraverso il sorteggio del Csm liberiamo dal giogo e dal peso delle correnti”.
Una riforma che, ha ricordato, affonda le radici nel pensiero dei grandi costituenti:
“che questa è una riforma giusta, che era voluta da Padri della Patria come Giacomo Matteotti, Aldo Moro, Chiaromonte, Terracini e Calamandrei. Anche Falcone era per la separazione delle carriere”.
Sul fronte più politico è intervenuta la deputata Paola Boscaini (FI):
“mettiamo fine alle fazioni politiche nel Consiglio Superiore della Magistratura. È questo forse che disturba alcuni magistrati, una piccola parte ma rumorosa, che si sta scagliando contro la riforma. Ma noi siamo convinti della bontà della riforma. Informando i cittadini al referendum passerà il sì”.
Per Verona, un segnale chiaro: il dibattito sulla giustizia entra nella fase decisiva, in vista dell’appuntamento referendario del 2026.













