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“Gli Occhiali di Šostakovič”: Sergio Rubini chiude il Verona Piano Festival con un viaggio tra musica e anima

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Sabato 25 ottobre il sipario del Teatro Filarmonico di Verona si alza per l’ultimo appuntamento del Verona Piano Festival 2025: un gran finale che promette emozioni, arte e intensità con “Gli Occhiali di Šostakovič”, spettacolo multimediale con protagonista Sergio Rubini.

Dopo cinque mesi di concerti, venti serate e sei sold out, il Festival saluta il suo pubblico con un evento che unisce teatro e musica per rendere omaggio ai 50 anni dalla morte del geniale compositore russo Dmitrij Šostakovič.

Ideato e diretto da Roberto Pegoraro e firmato alla regia da Valerio Cappelli, lo spettacolo sarà «un connubio potente di parola e musica, che dona una nuova visione di Dmitrij Šostakovič come artista e come uomo, in occasione del 50° anniversario dalla morte del celebre compositore russo», spiega Pegoraro.

Tra parole, note e memoria

Sul palco, la voce e l’intensità di Sergio Rubini si alterneranno alla musica del Secondo Trio di Šostakovič, interpretato da Gabriele Pieranunzi al violino, Cecilia Radic al violoncello e dallo stesso Pegoraro al pianoforte.
Un intreccio tra racconto e suono che diventa emozione pura: «Una narrazione profonda e toccante alla scoperta dell’anima di Šostakovič, mettendo in luce la sua lotta tra il desiderio di esprimere la propria arte e la paura costante per la propria vita sotto il regime stalinista», racconta Pegoraro.

E ancora: «Con grande ironia e intensità emotiva, il monologo rivela il lato più umano del compositore, mentre l’esecuzione del suo Trio n.2 ne amplifica la forza e la complessità, trasportando il pubblico in un viaggio musicale che esplora tensioni, dolore e speranza».

Biglietti e informazioni

I biglietti sono disponibili su veronapianofestival.it, vivaticket.it e nei punti vendita autorizzati.
In loco dalle ore 19.00.
📞 Info: 345 160 4938 – ✉️ info@veronapianofestival.it

Un bilancio da record

L’edizione 2025 si chiude con numeri da applausi: oltre 2mila presenze, nuove location e il riconoscimento del Ministero della Cultura. «Una grande serata a degna chiusura di questa tredicesima edizione del Festival, che ha superato le 2mila presenze, in netta crescita rispetto allo scorso anno», commenta Pegoraro.

E aggiunge: «Un grande apprezzamento da parte del pubblico che certifica il valore di questo cartellone, divenuto quest’anno di interesse nazionale grazie al sostegno del Ministero della Cultura, che ha visto coinvolte nuove prestigiose location come Villa Polfranceschi a Poiano, Villa Carrara a Grezzana e il Museo Miniscalchi Erizzo, riempite dai veronesi anche grazie all’opportunità, offerta dal Festival, di una visita guidata che precede il concerto. Un format particolarmente gradito, come la possibilità di ascoltare da vicino sia i grandi nomi della musica classica che i più promettenti talenti del pianismo mondiale, come hanno dimostrato i numeri siglati dalla serata finale del Concorso Pianistico Città di Verona, al Filarmonico lo scorso 5 ottobre, e la serata del 26 agosto a Villa Bertani con il pianista ucraino Evgeny Konnov, vincitore dell’edizione 2024. Soddisfazioni che ci spronano a fare ancora meglio e ancora di più per il prossimo anno».



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