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Bigon (Pd): “Serve un cambio di rotta deciso, la salute non può diventare un privilegio”

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Anna Maria Bigon


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Il nuovo Rapporto Gimbe lancia un allarme rosso sulla sanità pubblica italiana: in soli tre anni, oltre 13 miliardi di euro sono stati sottratti al Servizio Sanitario Nazionale. A pagare il prezzo più alto, come sempre, sono i cittadini, costretti a rinunciare alle cure o a rivolgersi al privato.

Una fotografia preoccupante che, secondo Anna Maria Bigon, consigliera regionale del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Sanità del Veneto, riflette anche la situazione della nostra regione.

“Questo è l’ennesimo campanello d’allarme sulla grave crisi del nostro Servizio Sanitario Nazionale. In soli tre anni sono stati sottratti alla sanità pubblica oltre 13 miliardi di euro, mentre la spesa a carico delle famiglie ha raggiunto i 41 miliardi. Il risultato è drammatico: un cittadino su dieci rinuncia a curarsi. Anche in Veneto, come nel resto del Paese, a pagare il prezzo più alto sono le fasce più fragili della popolazione”, dichiara Bigon.


“La Regione non può chiamarsi fuori dalle responsabilità”

Per la consigliera dem, la crisi della sanità non è solo un problema nazionale, ma anche regionale.

“Siamo di fronte a un lento ma inesorabile smantellamento del Servizio Sanitario Nazionale, e la Regione non è esente da responsabilità. Da anni assistiamo a tagli, carenze di personale, tempi d’attesa insostenibili e a un ricorso crescente al privato. Tutto questo mina alla base il diritto costituzionale alla salute, che deve essere garantito a tutti, non solo a chi può permetterselo”, sottolinea Bigon.


PNRR in ritardo e sanità territoriale al palo

Il Rapporto Gimbe segnala inoltre che solo il 4,4% delle Case della Comunità risulta pienamente operativo, un dato che mette in luce il ritardo nell’attuazione degli obiettivi del PNRR.

“È evidente che qualcosa non sta funzionando, né a livello nazionale né a livello regionale. La mancanza di visione e di investimenti strategici rischia di trasformare la salute da bene comune a privilegio per pochi”, commenta la consigliera.


L’appello: “La salute deve tornare un diritto di tutti”

La vice presidente della commissione Sanità del Veneto chiude con un appello forte e diretto:

“Serve un cambio di rotta deciso. Governo, Regioni e aziende sanitarie devono lavorare insieme per trasformare le risorse in servizi reali per i cittadini. Il Partito Democratico continuerà a battersi in ogni sede per una sanità pubblica, universale e accessibile. Non possiamo permettere che il futuro della salute venga ereditato come un debito, e non come un diritto”.



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