Parole di fuoco da Anna Lisa Nalin, esponente veneta del raggruppamento riformista liberal-democratico che ha aderito alla lista “Uniti per Manildo”, contro la scelta del centrodestra di candidare Alberto Stefani alla presidenza della Regione Veneto.
“Per anni hanno parlato ai veneti di autonomia e ora si ripropongono per governare la regione, facendosi telecomandare da Roma”, attacca Nalin, sottolineando come la candidatura di Stefani “sia stata il risultato degli accordi nazionali fatti da Salvini, dopo mesi di stucchevole mercato di posti di potere tra i partiti del centrodestra, anziché confrontarsi con le opposizioni sui temi e sui bisogni che riguardano le cittadine e i cittadini del Veneto.”
L’esponente liberal-democratica non risparmia neppure Luca Zaia, accusandolo di essersi piegato alle logiche di partito: “Oggi sappiamo che il presunto braccio di ferro ingaggiato da Zaia si è rivelato una sceneggiata, finita con l’ex governatore che si è messo sull’attenti, al servizio del partito.”
E conclude con una stoccata ironica e tagliente: “Ora prepariamoci – anzi, gli elettori leghisti si preparino – ad una campagna elettorale magari guidata da Vannacci. Che c’azzecca con il Veneto Vannacci, oltretutto bravissimo nel far crollare il partito in Toscana dal 22 al 4%? Altro che Veneto, altro che autonomia!”













