Situazione critica al Pronto soccorso ostetrico dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata (AOUI) di Verona. A denunciarlo, in una conferenza congiunta, sono stati la CISL FP Verona e la consigliera regionale Anna Maria Bigon, vicepresidente della Commissione Sanità in Regione.
Il servizio, spiegano, è operativo ma non formalmente istituito: 35 ostetriche gestiscono le 10 sale parto dell’ospedale, coprendo i turni sulle 24 ore. Ogni turno, però, “perde” una professionista che deve occuparsi del pronto soccorso ostetrico, senza che questo sia riconosciuto ufficialmente — e quindi senza risorse dedicate né indennità economica, a differenza di altri reparti come il pronto soccorso pediatrico.
“Abbiamo raccolto numerose segnalazioni e chiesto chiarimenti al direttore generale dell’AOUI, ma le risposte non sono state soddisfacenti”, ha dichiarato Giovanni Zanini, segretario generale di CISL FP Verona. “Nell’atto aziendale, il pronto soccorso ostetrico non compare. Ma allora esiste o no? Se deve esistere, va istituito formalmente con risorse adeguate e riconoscimenti contrattuali” — ha aggiunto, spiegando di aver coinvolto Bigon con una specifica interrogazione regionale.
Un quadro allarmante confermato anche da Augusto Ferrari, coordinatore sanità della CISL FP: “Riceviamo segnalazioni quasi giornaliere di ostetriche costrette a seguire più donne in travaglio contemporaneamente. È una situazione che mette a rischio la sicurezza delle pazienti e delle stesse operatrici”.
La consigliera Anna Maria Bigon ha presentato un’interrogazione in Consiglio regionale per chiedere alla Giunta:
- se sia a conoscenza della situazione e quali verifiche siano state fatte;
- come intenda procedere per la formale istituzione del Pronto soccorso ostetrico, con riconoscimenti contrattuali e organizzativi;
- se sia previsto un rafforzamento degli organici;
- e in quali tempi si potranno avere risposte concrete.
“Le ostetriche dell’AOUI di Verona operano in prima linea, ma senza il riconoscimento che spetta loro”, ha affermato Bigon. “È una disparità inaccettabile. Bisogna intervenire subito per strutturare il servizio e potenziare il personale, prima che si verifichino eventi avversi”.
L’appello congiunto di CISL FP Verona e Bigon è chiaro: “Serve la formale istituzione del servizio, il rafforzamento immediato degli organici e un piano di valorizzazione delle ostetriche che parta dal riconoscimento economico e arrivi al benessere organizzativo”.
“Non si può continuare a ignorare il logoramento interno”, concludono Zanini e Bigon. “Chiediamo rispetto, ascolto e soluzioni vere. Le ostetriche accompagnano la vita: meritano tutela e dignità professionale”.













