Il riso, pilastro della tradizione gastronomica italiana, non è più solo un alimento ma un vero e proprio ambasciatore del territorio. I dati dell’Osservatorio Nazionale sui Consumi di Riso, presentati durante la Fiera del Riso di Isola della Scala, raccontano di un comparto in crescita, capace di unire cultura alimentare, sostenibilità e turismo.
Nel 2025 i consumi hanno registrato un aumento del +6,9% rispetto al 2024, con un trend positivo sia in ambito domestico che nella ristorazione. Oltre la metà degli italiani (51,8%) porta il riso in tavola almeno una volta a settimana, mentre il 16,3% lo sceglie anche al ristorante, soprattutto tra i giovani.
“La nostra sfida non è solo mantenere e confermare l’aumento dei consumi, ma raccontare in modo efficace il riso italiano ai consumatori – spiega Roberto Venturi, presidente di Ente Fiera Isola della Scala –. La Fiera del Riso si conferma un laboratorio di innovazione, capace di intercettare i trend dei più giovani“.
Un valore riconosciuto anche a livello istituzionale. “L’Osservatorio è un investimento – sottolinea Natalia Bobba, presidente dell’Ente Nazionale Risi –. I dati ci consegnano una fotografia esatta delle abitudini di consumo e delle tendenze future, fondamentali per tutta la filiera“.
Non solo nutrizione: il riso conquista anche per i benefici sulla salute e la versatilità in cucina. Il 56% degli italiani vuole conoscere meglio varietà e ricette, mentre il 74% lo considera un patrimonio distintivo del Made in Italy. L’attenzione cresce anche sul fronte ambientale: se da un lato le risaie richiedono molta acqua, dall’altro vengono viste come presidi di biodiversità e bacini naturali contro le alluvioni.
Il legame tra riso e territorio diventa anche attrattiva turistica. “**Il riso è una metafora del rispetto per la natura, del tempo e delle persone – commenta Daniela Cavallo, docente di marketing territoriale –. La sua coltivazione ispira un turismo slow e di qualità, raccontando l’Italia attraverso i suoi prodotti“.
Il settore deve però fare i conti con sfide strutturali. “**Il budget UE destinato all’agricoltura è sceso drasticamente – avverte Antonio Boschetti, direttore de L’Informatore Agrario –. Serve un ricambio generazionale e difendere l’eccellenza dei nostri prodotti“.
Un messaggio ripreso anche dall’agronomo Dario Manuello, che evidenzia come i giovani imprenditori, sempre più orientati a innovazione e sostenibilità, siano i protagonisti del futuro della risicoltura.
In definitiva, il riso non è solo un ingrediente ma un simbolo di identità, qualità e sostenibilità, capace di unire gastronomia, tutela ambientale e turismo rigenerativo. Un ponte tra passato e futuro, che fa dell’Italia il primo produttore europeo e un punto di riferimento nel mondo.













