Sala gremita alla Fiera di Verona per il convegno “La riforma della sanità territoriale: guardare al futuro con consapevolezza”, promosso dal Centro studi e ricerche sociali e sanitarie Giulio Alfredo Maccaro, da Fevoss e Fmt. L’appuntamento ha riunito esperti e rappresentanti istituzionali per discutere delle novità introdotte dal DM 77 e dai successivi indirizzi nazionali, con un focus sulla realizzazione delle Case e Ospedali di Comunità e sulla riorganizzazione dei servizi sanitari nel Veneto e nella ULSS 9 Scaligera.
Tra gli interventi, quello della consigliera regionale e vicepresidente della Commissione Sanità Anna Maria Bigon (PD), che ha definito la riforma «un’opportunità storica per ridisegnare un sistema sanitario pubblico più vicino ai cittadini, più giusto e più sostenibile».
Bigon ha indicato alcune priorità: trasformare le norme in un modello di assistenza realmente efficace e territoriale; rendere il medico di base parte integrante delle Case della Comunità; valorizzare gli Ospedali di Comunità come strutture intermedie per alleggerire i grandi ospedali; rilanciare la medicina generale rendendola più attrattiva e integrata nel sistema universitario; affrontare con decisione il nodo delle risorse umane, garantendo lavoro in team e riconoscimenti adeguati.
«La riforma della sanità territoriale non può essere un mero adempimento tecnico né un’occasione persa» – ha ribadito la consigliera – «Deve diventare un asse strategico delle politiche regionali per la salute. Se vogliamo davvero costruire una sanità pubblica più equa, più vicina e più moderna, il territorio deve diventare il cuore pulsante di una nuova sanità di prossimità, universale e integrata».













