Un Verona intraprendente e padrone del campo non è bastato per piegare la resistenza della Cremonese, capace di uscire dal Bentegodi con un punto prezioso. La squadra di Baroni ha costruito gioco, mosso bene il pallone e collezionato tante occasioni, ma alla fine la porta avversaria è rimasta inviolata.
La nota più amara è arrivata dall’infortunio di Gagliardini, al debutto in gialloblù: la sua partita, iniziata con buone giocate e personalità, si è interrotta troppo presto, lasciando l’allenatore con un cambio forzato e un tassello in meno nella zona nevralgica del campo.
La Cremonese, pur soffrendo a lungo, ha saputo restare compatta e chiudere ogni varco, affidandosi alla solidità difensiva e a qualche ripartenza pericolosa. Il Verona, invece, ha spinto con continuità, soprattutto sulle corsie esterne, ma ha mancato di precisione sotto porta, vanificando una mole di gioco che avrebbe meritato ben altro risultato.
Il dato: 18 occasioni create dall’Hellas contro i pochi tiri dalla distanza degli ospiti. Una supremazia territoriale evidente, che però non si è tradotta nei tre punti.
️ A fine gara, Baroni ha commentato: “Abbiamo visto una squadra viva, con tante idee e intensità. Non ci è mancata la prestazione, ma dobbiamo migliorare nella concretezza. Sono comunque fiducioso, perché il gruppo ha mostrato carattere e unità”.
Il Verona resta così agganciato al centro della classifica, ma con il rammarico di due punti persi. La Cremonese, dal canto suo, esce dal Bentegodi con la soddisfazione di aver tenuto testa a una squadra più brillante sul piano del gioco.
Un pareggio che lascia sensazioni contrastanti: da un lato la crescita del collettivo gialloblù, dall’altro l’urgenza di maggiore cattiveria in zona gol per trasformare le buone prestazioni in vittorie.













