Dopo un lungo viaggio iniziato nel 2006, la statua dedicata a Giovanni Paolo II firmata dallo scultore Carlo Sirolla ha trovato una collocazione stabile: è stata posizionata nella chiesa parrocchiale di Buttapietra, su un altare laterale, dove fedeli e curiosi possono ora ammirarla da vicino.
Diciannove anni in movimento
L’opera – nata per tenere viva la memoria di Karol Wojtyla – ha conosciuto varie tappe e progetti mai andati in porto, tra ipotesi di fusione in bronzo, spostamenti temporanei e richieste di ospitalità (passando anche per Castel d’Azzano e l’area di San Zeno). Negli ultimi anni era visibile sotto il portico della sede municipale di Castel d’Azzano; ad agosto il trasferimento nella comunità di Buttapietra, dove oggi è esposta in maniera definitiva.
L’opera
Alta circa 1,65 metri, raffigura il Papa seduto in trono con il gesto della benedizione. Quella esposta è il calco in resina e materiali compositi – pensato per la successiva fusione – che simula l’effetto bronzo. La mano di Carlo Sirolla si riconosce nel taglio espressivo del volto e nell’impianto “in dialogo” con chi osserva.
Perché qui
La scelta dell’altare laterale consente una fruizione raccolta e continua, integrando la statua nel percorso devozionale della chiesa. Un posizionamento che valorizza l’opera e, al tempo stesso, la rende parte della vita quotidiana della comunità. Il parroco Franco Santini ha sostenuto la soluzione, facilitando il rientro dell’opera in ambito parrocchiale.
E adesso?
Resta sul tavolo – qualora maturassero le condizioni – l’idea di procedere alla fusione in bronzo del modello, così come previsto originariamente dall’autore Sirolla. Nel frattempo, la statua di Giovanni Paolo II è diventata un nuovo punto di riferimento per Buttapietra: un segno di memoria, fede e identità condivisa.













