Il Vice Presidente della Provincia di Verona, David Di Michele, interviene sulla vicenda della cava Mirabei e sull’iter giudiziario legato all’ampliamento della discarica.
“Pur non avendo delega in materia ambientale, mi sono sempre interessato al progetto proposto dall’azienda Ecoblu srl, seguendo tutte le fasi della vicenda culminata con i ricorsi dei Comuni di Caprino V.se, sede della discarica, e di Rivoli V.se, comune confinante, contro l’autorizzazione provinciale del 2024. Quella autorizzazione permetteva l’ampliamento della discarica, esaurita e già ripristinata a prato, di altri 400.000 mc da collocare verticalmente per un’altezza superiore ai 10 metri”, spiega Di Michele.
Il Tar del Veneto aveva respinto i due ricorsi lo scorso maggio, ma i Comuni hanno deciso di ricorrere al Consiglio di Stato, che si pronuncerà il 26 agosto sull’accoglimento della sospensione cautelare.
“Oggi ho appreso con stupore che la Regione Veneto ha depositato, contro il Comune di Rivoli V.se, un appello incidentale tardivo condizionato, ritenendo il ricorso del Comune inammissibile per difetto di legittimazione e carenza di interesse, in quanto il territorio rivolese non subirebbe alcun danno dall’intervento”, aggiunge il Vice Presidente.
Secondo Di Michele, gli effetti per la comunità sarebbero invece evidenti: “Traffico pesante, inquinamento, polveri trasportate dal vento di valle, acqua da pioggia e dilavamento, deprezzamento del patrimonio immobiliare. Quello che desta maggiore perplessità è quest’azione legale aggiuntiva e, direi, presuntuosa della Regione Veneto nei confronti di un Comune che ha come unico obiettivo la salvaguardia della propria collettività e del proprio territorio”.
La conclusione è netta: “Quello della Regione lo ritengo un intervento incomprensibile e soprattutto scomposto; tra Enti Pubblici dovrebbe esserci collaborazione e sinergia, non tentativi di sopraffazione come in questo caso”.













